“Vi ho chiamato amici” – In cammino per incontrarsi, ascoltarsi e testimoniare

Nei fine settimana del 9-10 e 16-17 gennaio, la nostra Diocesi ha vissuto un’esperienza di grazia e di condivisione con gli incontri vicariali per i giovani dal titolo “Vi ho chiamato amici”. Quattro appuntamenti intensi in cui i giovani sono stati accompagnati a riflettere sull’importanza dell’amicizia con Dio e nella comunità, aprendosi all’ascolto, alla testimonianza e alla fraternità.

Gli incontri, sono iniziati con un momento di accoglienza per tutti i partecipanti, giovani provenienti da diverse realtà parrocchiali. Un clima familiare e gioioso ha immediatamente contraddistinto l’inizio di questo cammino condiviso, segnando lo spirito con cui ciascuno ha voluto vivere questi giorni. Il cuore dei due fine settimana è stato arricchito da testimonianze personali che hanno toccato il tema dell’amicizia con Dio nella vita quotidiana. Hanno condiviso la loro esperienza:

Carmelo Aricò, con parole profonde e vicine alla realtà dei giovani;

il seminarista Giacomo D’Agostino, la cui scelta vocazionale ha suscitato domande e riflessioni sul dono dell’amicizia con il Signore;

Achille di Francia, con una testimonianza vivida sulla fede in uscita;

• una coppia di sposi, Davide Rotolo e Francesca Macrì, che ha parlato dell’amicizia con Dio dentro la bellezza della vita matrimoniale.

Questi momenti di ascolto hanno offerto non solo esempi concreti di cammino, ma anche stimoli per interrogarsi sulla propria relazione con Dio e con gli altri. Il cuore dell’incontro è stata un’attività laboratoriale molto significativa: “il Tavolo Sociale”. I ragazzi sono stati distribuiti nei tavoli tematici, ciascuno con una parola-chiave da esplorare:

Fedeltà

Testimoniare nella vita quotidiana

Fraternità

Connessione virtuale o reale

Camminare con altri giovani

Ogni giovane ha trascorso circa trenta minuti al tavolo, partecipando a più rotazioni. Questo percorso ha favorito non solo una riflessione personale sulla parola proposta, ma soprattutto la conoscenza reciproca e la costruzione di relazioni autentiche. Attorno ai cartelloni, ciascuno ha potuto lasciare una frase o una parola come segno del proprio pensiero e del proprio cuore aperto alla fraternità. Particolare, è stato il momento della adorazione comunitaria e del dialogo con il Vescovo, un tempo ricco di ascolto, silenzio e condivisione. Durante la celebrazione, i giovani hanno vissuto un momento di adorazione eucaristica, nella quale è stato significativo uno dei segni più concreti dell’incontro: lo scambio del bracciale dell’amicizia. Questo gesto semplice ma profondo ha rappresentato la bellezza di legami che non si fermano alla superficialità, ma spingono ad andare più a fondo nelle relazioni umane e spirituali. Un sincero ringraziamento va inoltre, alle realtà che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto vicariale: la parrocchia “Santa Marina” di Polistena, il seminario vescovile di Oppido Mamertina la parrocchia “Santa Famiglia” di Palmi e la parrocchia “San Gaetano Catanoso” di Gioia Tauro. Questi incontri vicariali hanno lasciato nel cuore dei giovani un segno, che va oltre le parole ascoltate. Hanno ricordato a ciascuno che l’amicizia con Cristo non è un’idea astratta, ma una presenza viva che accompagna, sostiene e chiama ciascuno per nome. Certamente il cammino non si conclude con questi incontri, ma continua nelle parrocchie e nella vita quotidiana di ciascun giovane. L’augurio è che ciascuno possa custodire nel cuore quanto vissuto, trasformandolo in scelte concrete di fedeltà, fraternità e testimonianza. Che l’amicizia con Gesù diventi sorgente di coraggio, luce nelle decisioni più difficili e forza nelle difficoltà, e che i nostri giovani possano essere sempre più protagonisti di una Chiesa viva e capace di camminare accanto a loro.