Sabato 14 marzo, l’Auditorium “Mons. R. Iaria” della Parrocchia Santa Famiglia si è fatto officina di speranza ospitando l’incontro “Dal ricordo di don Italo Calabrò al Progetto Liberi di Scegliere”. L’evento segna la maturazione di un cammino di testimonianza iniziato nel 2024 con l’accoglienza della reliquia del Beato Rosario Livatino e alimentato lo scorso anno dalla memoria di don Peppe Diana e don Pino Puglisi.
In apertura, il parroco don Giuseppe Sofrà ha portato i suoi saluti motivando con vigore l’iniziativa: un impegno che non vuole essere una semplice celebrazione della memoria, ma un esercizio quotidiano di responsabilità. Don Giuseppe ha sottolineato come la comunità parrocchiale senta il dovere di offrire ai giovani bussole morali sicure, trasformando la parrocchia in un luogo di frontiera dove la fede incontra la giustizia e la promozione umana.
Nel suo intervento, il Vescovo Mons. Giuseppe Alberti ha rimarcato con forza il senso profondo di questo percorso: “Siamo chiamati a guardare a questi punti di riferimento non come a figure distanti del passato, ma come bussole vive per il nostro presente”. Il Vescovo ha esortato i presenti, e in particolare i numerosi studenti e docenti del Liceo Artistico di Palmi, a fare propria l’eredità di questi “giusti” per trasformare la memoria in cittadinanza attiva, coerente e coraggiosa.
Al centro della mattinata, i relatori don Nino Iannò, il prof. Mimmo Nasone e l’avv. Patrizia Surace hanno delineato la figura di don Italo Calabrò, esplorandone la straordinaria statura di uomo e di pastore. Don Italo è stato descritto come un “innamorato dell’uomo”, capace di scorgere la dignità divina anche nel volto più ferito. Il suo storico monito “Nessuno Escluso” ha trovato continuità nel progetto “Liberi di Scegliere”, inteso come traduzione moderna dell’ostinata fiducia di don Italo nella possibilità di cambiamento di ogni coscienza.
Il pomeriggio in parrocchia ha poi vissuto il suo momento più toccante con l’accoglienza dei familiari delle vittime innocenti di mafia. La loro presenza ha trasformato il ricordo in carne viva, offrendo una testimonianza di dolore composto e di incredibile sete di giustizia. I familiari hanno preso parte alla Celebrazione Eucaristica, momento culminante della giornata, in cui la preghiera si è fatta intercessione per la nostra terra e impegno per un futuro libero da ogni sopraffazione.
L’iniziativa, nata dalla costante collaborazione con il Presidio Libera di Palmi “Rossella Casini”, ha ribadito che il cammino per la legalità non si esaurisce nelle parole, ma si nutre di incontri e di preghiera, convinti che — come insegnava don Italo — non si possa mai essere “cristiani e cittadini a metà”.
















