Domenica 22 marzo 2025 presso l’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi si è svolta per la seconda volta, dopo la positiva esperienza dell’anno scorso la Cena Povera organizzata dal Centro Missionario Diocesano in collaborazione con la Caritas Diocesana, in questo tempo di Quaresima e nell’imminenza della ricorrenza della Giornata dei Missionari Martiri del 24 marzo, un gesto concreto di impegno missionario della nostra Diocesi e di solidarietà, quest’anno per sostenere il Cuamm, la prima organizzazione italiana che si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.
L’evento è stato preceduto da un “Incontro di fraternità” che ha visto la presenza delle quattro Aree diocesane, il Centro Diocesano Missionario, la Caritas, il Movimento Lavoratori AC e l’Area Famiglia e Vita di AC, per celebrare la Giornata dei Lavoratori e la Giornata dei Missionari Martiri dal tema “La dignità si tesse insieme: Giuseppe, la famiglia, il lavoro, la missione. Qui e in Africa”. Un momento di riflessione molto coinvolgente con la relazione di don Dante Carraro, un cardiologo, poi diventato prete, della Diocesi di Padova, sacerdote missionario, che ha presentato il lavoro missionario del Cuamm.
Don Paolo nel suo intervento iniziale ha sottolineato come San Giuseppe, uomo giusto e lavoratore ci insegni la dignità della vita quotidiana del lavoro fatto con responsabilità, della cura per la famiglia e dell’ascolto fiducioso di Dio. Ha affermato poi che la famiglia è il primo luogo dove questa dignità prende forma ma che esiste una famiglia più grande, la Chiesa, dove la dignità si tesse insieme, non solo nelle nostre comunità ma anche oltre i nostri confini. E questo lo fa la missione, i missionari e le missionarie che in terra lontane testimoniano il Vangelo con una vita donata, sostenendo le famiglie, promuovendo il lavoro, difendendo la dignità di ogni persona ma lo deve fare ogni parrocchia, ogni gruppo, ogni associazione, ognuno di noi, nel nostro impegno quotidiano che si deve estendere fino a raggiungere il mondo intero.
È seguita la relazione di don Dante Carraro che ha parlato della sua missione insieme a quella di tanti altri sacerdoti e laici della sua Diocesi in Africa. Don Dante è Direttore del Cuamm che sta per Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari, oggi Medici in Africa, una Ong, nata nel 1950 a Padova, che ha inviato migliaia di volontari sui fronti della sanità in nove nazioni di questo Continente povero.
Un percorso, quello del Cuamm, fatto di presenza, di vicinanza, di condivisione, con amore, con cura, in queste nazioni povere in mezzo a comunità con le persone che soffrono e patiscono, che fanno fatica, in zone dove non c’è acqua, non c’è luce, non c’è assistenza sanitaria, la scolarizzazione è bassa, non c’è energia per aiutare, per crescere insieme a queste persone, in un interscambio di valori e saperi che fanno crescere queste comunità, in una terra, l’Africa, che per la sua giovinezza, sarà il Continente del futuro. Un percorso fatto soprattutto di progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, impegnandosi nella formazione in Italia e in Africa delle risorse umane dedicate, nella ricerca e divulgazione scientifica e nell’affermazione del diritto fondamentale della salute per tutti.
È seguita poi la Cena povera missionaria, introdotta dalle parole di don Paolo Martino che ha affermato che non è semplicemente una cena, un momento conviviale, ma soprattutto un gesto di solidarietà, di riflessione e di condivisione: un momento per fermarci e metterci idealmente nei panni di chi vive con poco, facendo i conti con la povertà, con la mancanza di cibo. Ha spiegato, poi, che quanto raccolto sarà condiviso e destinato a sostenere un progetto missionario del Cuamm, per spargere un seme di bene e per riscoprire il valore della condivisione.
Don Dante ha presentato un video durato 3 minuti che ha parlato al cuore di tutti i presenti con le immagini di tanta povertà e sofferenza in queste terre d’Africa.
E infine le parole del nostro vescovo, Mons, Giuseppe Alberti, a scaldare di più il nostro cuore con il calore di chi sa cosa significa essere missionario e di chi, da quando è arrivato nella nostra Diocesi, esprime il desiderio e la speranza che la nostra Chiesa locale, sacerdoti, diaconi, laici, si aprano all’esperienza “Fidei donum”, anche per pochi giorni, in terra di missione, per testimoniare che la Chiesa è universale e ogni comunità locale ha il dovere di contribuire alla diffusione del Vangelo.
È seguita, poi, la Cena povera in un clima di semplicità e comunione, mangiando un piccolo pasto e bevendo un po’ di acqua che ci ha aiutato a ripensare alla povertà, con la preziosa collaborazione in cucina della Caritas parrocchiale di Anoia Superiore e nel servizio ai tavoli dei Volontari del Servizio Civile della Caritas diocesana e di diversi gruppi Scouts della Diocesi.
Un evento quello della Cena povera che dovrebbe costituire per la nostra Diocesi un momento per vivere un giorno di Quaresima in spirito di vera comunione e carità con la partecipazione possibile di tutte le Parrocchie della Diocesi.
Il Centro Missionario Diocesano






























