Si è concluso il concorso promosso dal Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC) della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dal titolo “Custodire l’altro: la forza delle relazioni che fanno vivere”.
L’iniziativa ha coinvolto gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio, offrendo uno spazio di riflessione — nelle classi e tra i banchi — sul valore delle relazioni sane, sulla responsabilità affettiva e sulla cura dell’altro, in un tempo segnato da fragilità relazionali e difficoltà di dialogo.
Gli elaborati presentati hanno rivelato maturità e sensibilità: i ragazzi hanno raccontato, con semplicità e immediatezza, quanto sia essenziale essere “lievito di fraternità”, tessendo legami capaci di far crescere e non di ferire, di custodire senza possedere.
La premiazione
Il percorso si è concluso in due momenti distinti.
Il 15 maggio, al termine della Via Pacis diocesana giovanile, alla presenza del Vescovo Mons. Giuseppe Alberti, sono stati proclamati i vincitori e consegnati gli attestati di partecipazione alle rappresentanze scolastiche presenti:
- 1° posto — Classe 2D, Polo Liceale “M. Guerrisi – V. Gerace”
- 2° posto — Classe 2A, Polo Liceale “M. Guerrisi – V. Gerace”
- 3° posto (ex aequo) — Ilaria Tridico, Liceo Ginnasio “San Paolo” di Oppido Mamertina; Sophia Pia Guttuso e Stella Ciccone, Polo Liceale “M. Guerrisi – V. Gerace”
Il 27 maggio, presso l’ITE “R. Piria” di Laureana di Borrello, è stato consegnato l’attestato di partecipazione alla scuola coinvolta, in un clima di gratitudine e dialogo. L’incontro ha ribadito l’importanza di educare le nuove generazioni a relazioni fondate sul rispetto, sulla responsabilità e sul riconoscimento dell’altro come persona da accogliere.
Un cammino educativo che continua
L’iniziativa, promossa e curata dall’Assistente diocesano MSAC don Giovanni Rigoli, si inserisce nel più ampio percorso formativo dell’Azione Cattolica diocesana, da sempre impegnata nella crescita integrale dei giovani e nella promozione di una cultura dell’incontro e della pace. Rappresenta inoltre il naturale prosieguo del cammino avviato lo scorso anno con le visite negli istituti scolastici del territorio per presentare, insieme alla pastorale scolastica, la figura di Carlo Acutis.
«La scuola — ha ricordato don Giovanni Rigoli — è uno dei luoghi in cui i giovani imparano non soltanto conoscenze e competenze, ma anche il modo di stare insieme, di dialogare e di costruire relazioni vere».















