Il giorno 2 giugno, presso il santuario di san Francesco di Paola (CZ), si è tenuto il Secondo Incontro Regionale della Vita Consacrata in Calabria. L’evento ha visto giungere, da tutte le Diocesi della regione, consacrate e consacrati che si sono dati appuntamento per pregare insieme e condividere la propria esperienza di fede ed un tempo di fraternità e di festa animata dalla Fraternità degli Amici di Gesù Buon Pastore. La giornata è stata accompagnata da due meditazioni che hanno aperto un costruttivo ed entusiasta confronto dei presenti sul “nuovo” da cercare, e la speranza che deve guidare tale desiderio.
La prima meditazione è stata tenuta da sr Anita M. Cabria, della Famiglia dell’Annunciata di Don Dossetti. La religiosa ha sollecitato i presenti a fondare la propria vita sulla Parola e, meditando con la lettera agli Ebrei, ha invitato a mettere la propria fiducia in Cristo risorto, che ha condiviso tutto della vita umana. “Grazie a questa discesa vertiginosa del Figlio di Dio per portarci al Cielo, noi ci possiamo accostare con piena fiducia al trono di Grazia…più siamo fermi in questa certezza, più saremo profeti illuminati. L’unica difficoltà è la nostra incredulità”.
Sr Anita provocava, quindi, gli ascoltatori ad interrogarsi su come vivono l’Eucaristia e se il loro cuore è “pieno di Dio” o di idoli che non saziano, rendono tristi e vuoti. Solo facendo verità del nostro rapporto personale con Dio, la vita consacrata potrà essere profetica e riconoscere i segni nuovi che stanno fiorendo.
Il secondo intervento è stato guidato dal sacerdote Verduci Bruno Antonio, Vicario della vita consacrata di Reggio Calabria. Il relatore ha meditato sulla figura biblica della profetessa Anna che ha accolto Gesù bambino nel tempio: come lei, i consacrati sono chiamati a mettersi in relazione dialettica con il Padre, con la Parola, e a lasciarsi inabitare dalla Trinità. “La nostra vita è prolungamento della presenza di Dio tra gli uomini. Come Gesù, riceviamo tutto dal Padre e a Lui dobbiamo restituire la Sua vocazione, la Sua gloria, i Suoi doni. Noi siamo chiamati a vivere in sponsalità con l’umanità, nella purezza; da ciò nasce la gioia dell’evangelizzazione che non ci fa chiudere nelle piccolezze umane, ma ci fa vivere la maternità spirituale per le anime”.
La giornata è continuata con gli interventi in sala, il pranzo fraterno divise per Diocesi e la visita pellegrinaggio ai luoghi in cui ha vissuto san Francesco. La celebrazione eucarisitca pomeridiana, guidata dall’omelia di S.E. Mons. Stefano Rega, ha concluso l’incontro: partendo dall’episodio del Vangelo del giorno del tributo a Cesare, il prelato ha sottolineato come la vita consacrata abbia “un’altra cittadinanza” e noi, piccolo gregge, siamo chiamati all’attesa orante, alla stabilità e alla fedeltà. “Quando il mondo passa veloce, voi vegliate, continuate a custodire la lampada accesa. Ogni fine, può diventare un inizio, una nuova nascita; forse meno visibile, ma più evangelica, missionaria, vicino a chi soffre. La nostra terra di Calabria è terra di santità consacrata. A voi non è chiesto di essere visibili, ma luminosi”. Mons. Rega affidava, quindi, i consacrati di Calabria a Maria, la prima che ha detto Sì senza riserve. L’incontro terminava con l’entusiasmo sereno dei consacrati che rientrando alla propria Diocesi e missione, portavano con sé un nuovo slancio di speranza con cui cercare “il nuovo e il bello di Dio” e custodirlo nei propri carismi.
sorella Anna Cerutti















