Custodire per educare: gli animatori di Gioia Tauro si preparano all’Estate Ragazzi con il Servizio Diocesano Tutela Minori

Martedì 30 giugno 2026 si è svolto nel salone della Parrocchia San Gaetano Catanoso di Gioia Tauro l’incontro di formazione promosso dal Servizio Diocesano Tutela Minori (SDTM) in vista delle attività estive parrocchiali. Un appuntamento che rientra nel percorso formativo che il Servizio sta portando avanti in questi mesi in preparazione ai Grest e alle Estati Ragazzi nelle comunità parrocchiali che ne fanno richiesta: alcuni incontri sono già stati realizzati, altri seguiranno nelle prossime settimane.

A Gioia Tauro la serata ha visto per la prima volta insieme, in un unico momento, gli animatori ed educatori di quattro parrocchie della città: San Gaetano Catanoso, che ha ospitato l’incontro, Sant’Ippolito, Maria Santissima di Porto Salvo e San Francesco. Presenti don Giovanni Battista Tillieci e don Domenico Lamanna – responsabile della pastorale giovanile, insieme a un gruppo numeroso di giovani volontari, tra cui non pochi alle prime armi in questo servizio.

L’incontro è stato introdotto da un momento di preghiera, con la proclamazione del Vangelo del Buon Pastore: un’immagine che ha accompagnato tutta la serata, restituendo il senso più profondo del servizio di animatore, non semplice organizzatore di giochi, ma custode di vite, chiamato ad avere «occhi aperti» e «un cuore vigile» verso i più piccoli.

Ha guidato l’incontro suor Maria Pacifico, referente del Servizio Diocesano Tutela Minori, insieme all’équipe composta da Antonella Sciarrone, Assunta Carrà e Filippo Andreacchio. Più che una lezione frontale, la serata si è configurata come un dialogo: agli animatori è stato chiesto innanzitutto di raccontarsi, di dire con quali parole convincerebbero un amico a intraprendere questa esperienza, per poi entrare nel cuore del tema con leggerezza ma senza sconti.

Al centro della riflessione, le cosiddette “3 R” che orientano ogni gesto educativo: Relazione, perché la qualità del rapporto tra animatori e ragazzi determina l’efficacia di ogni intervento; Rispetto, riconosciuto come diritto di ogni persona e non semplice cortesia facoltativa; Responsabilità, quella che ogni educatore assume nei confronti delle famiglie e della parrocchia che gli affidano i ragazzi. Da qui le “7 regole del rispetto per relazioni sane” – non deridere, non pretendere, non controllare, non sminuire, non offendere, non invidiare, non imporre – presentate non come divieti astratti, ma come strumenti concreti per costruire legami autentici.

Un capitolo a parte ha riguardato la tutela digitale e la web reputation: l’équipe ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla diffusione online di foto e video dei minori, ricordando come anche un’immagine condivisa “solo per gioco” possa sfuggire al controllo di chi l’ha pubblicata, ed evidenziando le nuove insidie legate all’intelligenza artificiale generativa, capace oggi di manipolare immagini in modo sempre più realistico. Una consapevolezza, più che un divieto, per aiutare gli animatori a proteggere davvero i ragazzi loro affidati, dentro e fuori dagli spazi parrocchiali.

La serata si è conclusa con un momento particolarmente significativo per la città di Gioia Tauro: per la prima volta il mandato agli animatori è stato celebrato insieme dalle quattro parrocchie, in un unico rito che ha voluto sottolineare come, pur nella diversità dei cammini di ciascuna comunità, l’impegno educativo sia condiviso e unito da un’unica missione: custodire, proteggere, educare. Ai giovani animatori è stata consegnata una sacca con il logo della pastorale cittadina, segno tangibile di questa appartenenza comune, prima di un canto e della preghiera di consegna, che ha richiamato ancora una volta il senso ultimo del servizio: essere, per i più piccoli, «presenza buona» e «rifugio sicuro».

Filippo Andreacchio



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