VERSO L’ALTO… sulle orme di San Pier Giorgio Frassati

L’Azione Cattolica “Pier Giorgio Frassati” della Parrocchia “Maria SS. delle Grazie” di Taurianova, guidata dal parroco Don Mino Ciano, dall’8 al 12 agosto, ha visitato, nel contesto di un pellegrinaggio associativo in Piemonte, i luoghi della vita del suo Santo patrono.

«Buoni passi, proprio dei buoni passi» commenta sorridendo Padre Carmine, un sacerdote che incontriamo durante la nostra visita al Cottolengo, quando gli riferiamo di essere in pellegrinaggio sulle orme di San Pier Giorgio Frassati. L’impressione che si ha, nel visitare una Torino quasi deserta, è proprio quella di riavvolgere un filo che lega i luoghi della vita di Pier Giorgio, di ripercorrere la strada, nel senso più letterale, della sua santità.
Quando, il giorno della partenza, ci ritroviamo in parrocchia, spicca ai nostri occhi l’eterogeneità del gruppo: il pellegrinaggio associativo, che ha coinvolto i settori Giovani e Adulti dell’Azione Cattolica, ha messo in cammino soci delle più disparate età e dalle quotidianità molto diverse tra loro. Dai più grandi ci viene raccontato di come la nostra Associazione abbia preso il nome di Pier Giorgio, il primo tassello di quel senso di appartenenza e di quella devozione che abbiamo ricevuto in eredità e che, oggi, sono anche nostri.

A Torino ci accoglie Isabella, una volontaria che ci aiuta a muovere i primi passi in città, cominciando proprio dal quartiere della quotidianità di Pier Giorgio. Dopo una breve sosta davanti all’abitazione dove questi visse i suoi ultimi giorni, il nostro pomeriggio si conclude proprio alla Parrocchia della Crocetta, dove partecipiamo alla Messa e ci raccogliamo davanti alla targa, all’icona e al mosaico dedicati a Pier Giorgio.

Dedichiamo il nostro secondo giorno da pellegrini alla visita degli spazi espositivi “Verso l’AltRo”, dedicato interamente alla persona di Frassati, e “SancTOrum, i santi sociali nel cuore di Torino”, che ci permette invece di incontrare figure a noi meno familiari, accomunate dall’aver vissuto una vita cristiana contrassegnata dalla carità. Scopriamo, così, una Torino affollata di luoghi e personalità in cui il confine tra l’Alto e l’Altro diventa sempre più sfumato. La nostra giornata termina com’è iniziata, nel segno dei santi sociali, con la visita alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, meglio nota con il nome di Cottolengo, un’enorme struttura ospedaliera e di accoglienza dove Pier Giorgio era solito prestare servizio.

La realtà che visitiamo il mattino successivo è l’unica di questo nostro pellegrinaggio a non presentare un legame diretto con Pier Giorgio Frassati: si tratta del Sermig, l’Arsenale della Pace di Torino, un mastodontico ente benefico che ha posto radici in uno stabile dalla storia travagliata, un arsenale dismesso nel corso del secondo dopoguerra. Roberto, la nostra guida, ci fa strada attraverso i locali adibiti alle infinite attività del Sermig e ci racconta la storia della sua fraternità, l’iniziativa di un singolo trasformatasi nella missione di moltissimi giovani allo scopo, ci dice, di “restituire” i doni che Dio ha fatto loro, per mezzo della carità. La nostra esperienza all’Arsenale non può che concludersi con il servizio: trascorriamo infatti una porzione del pomeriggio passando al vaglio calzature di tutti i generi. Mentre ormai la giornata volge al termine, ci rechiamo al Duomo, che ospita le spoglie di Pier Giorgio. La preghiera sulla sua tomba è un’esperienza che condividiamo, giovani e adulti, in un clima di silenzio e raccoglimento.

Pollone, un piccolo paese di montagna in provincia di Biella, ci accoglie il giorno successivo.
Torniamo, in questo modo, sulle orme di Pier Giorgio, che qui usava trascorrere lunghi periodi, quando si recava in visita dai nonni materni, Questo è un luogo dove la memoria di San Pier Giorgio Frassati non passa per la carta stampata delle biografie, ma attraverso i racconti della gente, che, ormai, hanno attraversato ben più di una sola generazione. Quando, a piccoli gruppi, il parroco del luogo ci guida all’interno di Villa Ametis, dove è stato trasferito il mobilio della camera di Pier Giorgio a Torino, viviamo un ulteriore momento tale da emozionarci e commuoverci tutti, in egual misura. Oropa, il santuario mariano in cui il Santo amava recarsi di buon mattino, è naturalmente la nostra tappa successiva.

Il rientro a Taurianova ci aiuta a guardare ai doni che abbiamo ricevuto in pellegrinaggio con uno sguardo nuovo: abbiamo avuto modo di conoscere una cristianità che non è statica, ma freme nel suo dinamismo e che, ben ancorata al territorio, si fonda sull’imprescindibile pilastro della carità. Abbiamo toccato con mano come la santità di Pier Giorgio e dei santi sociali di cui la Torino dei due secoli scorsi pare essere stata instancabile madre abbiano dato frutto, soprattutto, nella piena letizia di coloro che abbiamo incontrato: vitali, determinati, impegnati. Siamo stati testimoni, insomma, di una spiritualità che non può che costituirsi nel segno della gioventù. Non possiamo fare a meno, dunque, di sentirci incoraggiati a fare tesoro dell’esempio che ci è stato consegnato e, insieme, responsabili in merito. Al termine del pellegrinaggio inizia la nostra sfida più grande:
imparare a restituire e a farlo coralmente. L’immagine che ci accompagna in questo proposito è quella dell’icona russa che dà il volto a Maria Madre dei Giovani, alla quale è dedicata una cappella al Sermig di Torino, e che ha tre mani: l’intenzione che deve animarci è quella di fare di più di quanto due mani, da sole, siano in grado di compiere.

Francesca Zucco




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