Il coro diocesano in pellegrinaggio a Roma con il vescovo Alberti. Il saluto di papa Leone XIV all’Angelus

«Accolgo con gioia pure il coro diocesano della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, accompagnato dal vescovo». Con queste parole papa Leone XIV, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico durante l’Angelus di domenica 6 settembre, ha salutato il coro diocesano, in pellegrinaggio a Roma con il vescovo Giuseppe Alberti. Un istante appena, condiviso con i fedeli di tutto il mondo, che ha suggellato una due giorni intensa e indimenticabile.

Il pellegrinaggio, guidato dalla direttrice Lucia Ioculano e da don Giuseppe Calimera, responsabile dell’Ufficio Liturgico diocesano e guida spirituale del coro, è partito sabato mattina dalla stazione di Rosarno con quarantatré partecipanti. Il viaggio in treno, tra canti, racconti e risate, è stato già occasione per conoscersi meglio e per riscoprire che un coro non è soltanto un insieme di voci, ma amicizia, legami e cammino condiviso.

Sabato pomeriggio, dopo una passeggiata tra piazza Navona, Fontana di Trevi e Pantheon, il coro ha animato la messa presieduta dal vescovo nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. In serata alcuni coristi, insieme a monsignor Alberti, hanno partecipato all’adorazione eucaristica nella Basilica di San Pietro.

Domenica mattina, accolti da don Pasquale Panaro, canonico del Capitolo della Basilica Papale, il coro ha animato la liturgia celebrata dal vescovo Alberti nella Basilica di San Pietro, eseguendo un repertorio di canti di don Domenico Lando, con l’accompagnamento all’organo di Giusy Alessi. Nell’omelia il vescovo, riprendendo la Parola della domenica, ha invitato i coristi a superare ogni forma di individualismo: «Il Signore ci invita a essere sentinelle: dobbiamo trasformare l’attenzione verso gli altri in Parola, preghiera, azione, correzione fraterna, responsabilità. Non dobbiamo tacere, ma dire parole di luce e di bene. È un lavoro per tutta la vita».

Il pellegrinaggio si è concluso con la discesa nella necropoli vaticana, davanti alle spoglie di san Pietro: un momento di raccoglimento e di riflessione sul perdono che non si calcola e sulla Chiesa che si edifica su Cristo, unica pietra viva, con tutte le pietre vive che la compongono.

Kety Galati