Dal 16 ottobre un percorso di formazione all’impegno sociale e politico per giovani dai 18 ai 30 anni.
La Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi avvia la Scuola diocesana di cittadinanza attiva “Giovani protagonisti del bene comune”, un percorso di formazione all’impegno sociale e politico per i giovani dai 18 ai 30 anni. Sette tappe, da ottobre 2026 a giugno 2027, per offrire uno spazio di formazione, confronto e responsabilità a chi desidera impegnarsi nella società e nella politica o già vi opera.
Non una scuola di appartenenza politica, né un luogo in cui indicare schieramenti o partiti, ma un cammino per formare coscienze libere, competenti e responsabili, capaci di mettere al centro la persona, la giustizia e il bene comune. Il laboratorio concreto sarà la Piana di Gioia Tauro, con le sue contraddizioni e le sue potenzialità: giovani, lavoro, migrazioni, povertà, ambiente, porto, sviluppo, criminalità organizzata, spopolamento e futuro.
Gli obiettivi
Il percorso vuole aiutare i giovani a riscoprire la politica come servizio al bene comune, a conoscere i principi fondamentali della Costituzione e il ruolo delle istituzioni, a leggere criticamente la realtà della Piana e a sviluppare capacità di proposta e partecipazione. Un’attenzione particolare andrà al contributo della Dottrina sociale della Chiesa all’impegno civile, per incoraggiare i giovani ad assumersi responsabilità nella società, nelle istituzioni e nella politica.
Il metodo: ascoltare, confrontarsi, proporre
La scuola supera il modello della semplice conferenza. Ogni incontro ha tre momenti: l’ascolto di un esperto o di un testimone, il dialogo con i giovani, un laboratorio concreto. Il tempo si divide così: 40% formazione, 30% confronto, 30% laboratorio.
Il programma
- Venerdì 16 ottobre 2026 – Perché impegnarsi? Giovani, politica e responsabilità. Individualismo e partecipazione, diritti e doveri, libertà e responsabilità, dalla protesta alla partecipazione. Con la testimonianza di un giovane che ha scelto l’impegno civile e politico.
- Venerdì 20 novembre 2026 – La Costituzione: la nostra casa comune. Principi fondamentali, dignità e uguaglianza, lavoro, solidarietà, partecipazione democratica. Laboratorio: gli articoli della Costituzione a confronto con la realtà della Piana.
- Venerdì 15 gennaio 2027 – Politica è servizio. Vangelo, Dottrina sociale e bene comune. Persona e dignità, solidarietà, sussidiarietà, poveri e ultimi, etica della responsabilità, alla luce di Fratelli tutti e Laudato si’. Con testimonianze di cristiani impegnati nella società e nelle istituzioni.
- Venerdì 19 febbraio 2027 – La Piana: una terra da conoscere e da cambiare. Il territorio diventa “libro di testo”: porto, agricoltura, lavoro e lavoro nero, migrazioni, sanità, spopolamento, ambiente, infrastrutture. Tavola rotonda “La Piana che abbiamo – La Piana che vogliamo”.
- Venerdì 16 aprile 2027 – Legalità, mafie e responsabilità. ‘Ndrangheta e territorio, voto di scambio, corruzione, caporalato e agromafie, beni confiscati. Dalla denuncia alla costruzione di alternative, con le esperienze di cooperative, associazioni e imprese sociali.
- Venerdì 21 maggio 2027 – Dall’idea all’impegno. Come si costruisce una proposta politica: leggere un problema, raccogliere dati, conoscere Comune, Regione, Stato e UE, comunicare con responsabilità, dialogare con chi la pensa diversamente. Laboratorio a gruppi su un problema concreto della Piana.
- Weekend finale, 5-6 giugno 2027 – La Piana che vogliamo. Dal sabato pomeriggio alla domenica a pranzo: testimonianze di giovani che hanno scelto di restare, tornare, fare impresa o impegnarsi, laboratori e preghiera. Poi l’assemblea in cui i gruppi presentano le loro proposte, l’intervento del Vescovo e la celebrazione eucaristica.
Chi può partecipare
Il percorso è pensato per un gruppo di 20-30 giovani, indicativamente dai 18 ai 30 anni. Si rivolge a giovani interessati all’impegno politico o già impegnati nei partiti, ad amministratori under 30, a chi è attivo nell’associazionismo e nel volontariato, a giovani professionisti, a studenti universitari e ai giovani delle realtà ecclesiali. La scelta è precisa: nessuna appartenenza politica richiesta e nessuna esclusione per appartenenza politica.
Dopo il percorso
Dal cammino potrebbe nascere una Rete diocesana dei giovani per il bene comune, uno spazio permanente di incontro, confronto e progettazione. Potrebbe nascere anche un documento conclusivo, “La Piana che vogliamo – Carta dei giovani per il bene comune”, con gli impegni e le proposte concrete dei partecipanti.
Coscienza, competenza, coraggio, servizio: quattro parole danno identità alla scuola. Capire la realtà, conoscere gli strumenti, scegliere di impegnarsi, mettere le proprie capacità a disposizione della comunità. Perché i giovani della Piana siano “non spettatori, ma protagonisti”.
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Per informazioni: 338 968 7541












