Un video racconta alcuni dei cantieri di accoglienza e prossimità che la Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi porta avanti ogni giorno accanto alle persone migranti.
Nel cammino verso la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi propone un video realizzato nell’ambito dell’iniziativa promossa da Fondazione Missio, per raccontare, attraverso volti, luoghi e gesti concreti, cosa significhi oggi farsi prossimi a chi arriva da lontano.
Il tema di quest’anno, «Anche uno solo di questi bambini», ci riporta immediatamente al cuore del Vangelo e ci ricorda che dietro il fenomeno migratorio non ci sono soltanto numeri, emergenze o statistiche. Ci sono persone: uomini, donne, bambini e famiglie. Ci sono storie, ferite, speranze e desideri di futuro.
La nostra terra conosce bene il fenomeno migratorio. La Piana di Gioia Tauro lo incontra da anni nelle sue contraddizioni: nella precarietà abitativa, nelle difficoltà lavorative, nello sfruttamento, nella solitudine e nella fatica di costruire autentici percorsi di integrazione.
E il nostro mare continua a chiederci conto di vite spezzate, di viaggi disperati, di uomini, donne e bambini che attraversano confini e pericoli alla ricerca di un luogo nel quale poter vivere con dignità.
Ma prima ancora del mare, è la Sacra Scrittura a interrogarci ogni giorno con una domanda antica e sempre nuova: «Dov’è tuo fratello?»
È una domanda che Dio continua a rivolgere alle nostre coscienze, alle nostre comunità cristiane e anche alle nostre istituzioni.
Il Vangelo non ci permette di voltare lo sguardo. Ci insegna a riconoscerci fratelli, figli dello stesso Padre, e ci chiede di tendere la mano, di farci prossimi e, qualche volta, letteralmente, di aprire una porta.
Un segno particolarmente significativo arriva dalla comunità di Anoia, dove la Parrocchia, grazie alla disponibilità di don Giuseppe, ha aperto le porte della propria canonica per accogliere una famiglia. Un gesto semplice, ma profondamente evangelico, che trasforma la parola “accoglienza” in una casa, una presenza, una relazione.
Perché accogliere non significa soltanto dire “benvenuto”, ma fare spazio all’altro nella propria vita.
Allo stesso modo, un ringraziamento particolare va all’Amministrazione comunale di Anoia, guidata dal sindaco Alessandro Demarzo, che ha concesso un immobile destinato all’accoglienza. Dopo gli interventi necessari, proprio in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la struttura sarà inaugurata e aprirà le proprie porte per accogliere altre famiglie.
Queste sono soltanto piccole opere dentro i tanti cantieri di carità, accoglienza e prossimità che la Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi porta avanti ogni giorno.
Cantieri spesso silenziosi, lontani dai riflettori, nei quali operatori, volontari, comunità parrocchiali, associazioni e istituzioni cercano semplicemente di stare accanto alle persone.
Dietro ciò che si vede nel video c’è infatti un lavoro molto più grande: c’è chi ascolta, chi accompagna, chi prepara un pasto, chi guida un mezzo, chi cerca una casa, chi svolge una pratica, chi accompagna a una visita, chi insegna una parola di italiano e chi, semplicemente, resta accanto a qualcuno nel momento della difficoltà.
E, come ci ricorda il Vangelo, ogni volta che lo facciamo a uno dei più piccoli, è Cristo stesso che stiamo accogliendo.
Diac. Michele Vomera
Direttore Caritas Diocesana di Oppido Mamertina-Palmi e Migrantes











