lunedì 14 Giu 2021

QUARESIMA 2019

La Quaresima è per eccellenza il tempo dell’ascolto della Parola, quindi della pratica del 1° comandamento: «Ascolta Israele, Io sono il tuo Dio, non avrai altra Parola fuori della mia».

       La parola è la prima e ordinaria forma di comunicazione. Un bambino, che ritarda a balbettare anche le parole più semplici, preoccupa i genitori e, se il fenomeno perdura, vogliono capirne il perché. È la relazione personale diretta che viene a mancare, e questo è un grande limite. Tutta la storia della salvezza è storia di dialogo su iniziativa di Dio e risposta dell’uomo. La prima sempre finalizzata al bene: Dio disse e creò e vide che era cosa buona l’opera sua, ma anche con sottili raggiri iniziò la menzogna, la controparola dell’astuto mentitore con la negazione della verità: non morirete affatto. La prima prova gli andò bene, alla grande, creando una rottura impensabile. Gli è invece fallita in termini inappellabili con Gesù: se tu sei …, ma sta scritto …, e vattene, Satana.

Da secoli la parola ha progressivamente conosciuto forme diverse: l’oralità ha ceduto alla scrittura, propria di ogni popolo, ma sempre tale da farsi comprendere: fissata sulla pietra o vergata sui codici – i libri scritti a mano – e poi riversata nei libri stampati, in Gazzette e Bollettini, riviste e giornali fino ai prodigiosi sviluppi moderni on line. Non più per pochi privilegiati a disporre di ingombranti strumenti, ma oggetti capaci di essere trattenuti in una mano e con essi di avere in mano la connessione con il mondo, in tutta la sua bellezza e le sue negatività. È l’era dei social.

Questo progresso ha fatto credere di potere operare con la comunicazione in piena libertà e indipendenza senza controlli, con un esprimersi immediato e perciò spesso non meditato, impulsivo e per ciò talora offensivo e impreciso: un diritto esercitato arbitrariamente saltando i doveri del rispetto dell’altro. Libertà non sempre unita alla responsabilità. I risultati? Incommensurabili per un mondo più umano e vicino, o sempre più lontano dal senso religioso della vita.

Nella prima lettera ai Tessalonicesi (51 d.C., probabilmente il testo più antico del Nuovo Testamento) Paolo ricorda la storia della loro evangelizzazione e come l’annuncio della parola detta si è diffusa anche con la parola divina producendo la “plêrôphoria”, la ricchezza di informazione in senso moderno di una comunicazione “profonda” e riflettente nella pratica.

Su questo scenario, a sviluppo del lancio il Mercoledì delle Ceneri dell’hastag #esamedicoscienzadigitale, presentiamo i temi per ognuno dei venerdì delle settimane di Quaresima:

1° settimana, 15 marzo: Presenza e Dialogo
2° settimana, 22 marzo: Lentezza e Incontro
3° settimana, 29 marzo: Gentilezza e Ascolto
4° settimana, 5 aprile: Interiorità e Apertura
5° settimana, 12 aprile: Verità e Testimonianza.

Per concludere un piccolo consiglio. In questo tempo speciale, nelle nostre case la Bibbia potrebbe essere collocata – se già non c’è – in una posizione privilegiata e frequentata con assiduità ogni giorno, cercando qualche testo sul “peso” della Parola di Dio. In partenza i capitoli 17 e 18 del libro dei Proverbi: sono le parole tra le più umane, che la Chiesa ha riconosciuto come parole divine.

Ancora, Buon cammino quaresimale
+ Francesco, Vescovo

Per vivere insieme “connessi” questo Tempo di Quaresima, segno sacramentale della nostra salvezza, sarebbe bello riflettere insieme sull’uso dei social, poiché, quasi come una compagnia inseparabile, essi fanno parte ormai della quotidianità che può riceverne beneficio o danno.

La proposta consiste nell’offrire, il venerdì di ogni settimana, due aspetti legati all’ambiente digitale partendo da una riflessione introduttiva, seguita da alcune domande. Potrebbero servirci come esame di coscienza, oggetto nel Sacramento della Riconciliazione, e, eventualmente, per condividere questo percorso con gli altri usando l’hastag: #esamedicoscienzadigitale.

Tutto ha origine dal motivo dominante della Quaresima: la riscoperta del primato della Parola di Dio sulle tante parole degli uomini, la piena adesione ad essa, fonte dell’innovazione/conversione interiore e pratica, richiesta per ricordare il Battesimo e andare incontro trasformati alla Pasqua del Signore.
Grazie dell’attenzione e Buona Quaresima.A venerdì 8 marzo, dopo le Ceneri, la presentazione del percorso.+ Francesco, Vescovo



Iniziamo con questa settimana l’#esamecoscienzadigitale vero e proprio. Sul primato della Parola e dello spazio, centrale nella vita di ogni giorno, assumiamo come parole guida

PRESENZA E DIALOGO.

Le domande che seguono ci introducono nella seconda categoria, il tempo.
Il nostro è caratterizzato dai social e il rapporto con esso ci pone di continuo su dimensioni da saper governare per non esserne dominati.
Da qui una considerazione preliminare e le domande su cui soffermarsi.L’ambiente digitale è ormai parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei giovani, e come persone di fede anche noi abbiamo la possibilità di dialogare con chi vive in questo ambiente, «non tanto per essere al passo coi tempi, ma proprio per permettere all’infinita ricchezza del Vangelo di trovare forme di espressione che siano in grado di raggiungere le menti e i cuori di tutti» (Benedetto XVI).
• Quanto tempo al giorno dedico alla cura del profilo/pagina?
• Preferisco scrivere le mie idee o condividere quelle degli altri?
• Mi capita di citare il Vangelo durante le conversazioni in rete su temi importanti?
• Il mio profilo social corrisponde alla mia personalità o è solo una proiezione di essa?

 Il tempo che passo sui social lo definisco tempo speso bene?

Continua a cercare nelle Sacre Scritture passi che si riferiscono all’uso saggio del tempo.

Il Libro di Qoèlet, cap. 3, potrebbe dartene l’avvio, ma anche i Vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento riprendono spesso la riflessione su questo dono prezioso.
Ti ringrazio Signore
per tutti i post che ho letto sui social,
alcuni gioiosi e divertenti, altri tristi,
altri ancora pieni di noia o di nostalgia.
Mi hanno aiutato a dialogare meglio con le persone face-to-face.Ti chiedo perdono
per tutti i post inutili
o potenzialmente offensivi che ho scritto.
Anche se li posso eliminare dalla bacheca,
sicuramente avranno lasciato ferite nel cuore.Ti chiedo perdono
per tutto il tempo perso
a leggere le cose-degli-altri al posto di fare qualcosa per gli altri.


Viviamo in un tempo. Siamo collocati in uno spazio: il nostro tempo, il nostro spazio. Di nessun altro, e pur di tutti. Perchè non siamo soli. Con sensibilità varie, in luoghi i più disparati, in permanente relazioni con gli altri, con mentalità diverse, modi di pensare, capacità di contatti, ma sempre spinti ad interagire, spesso a reagire, tutto dipendendo dai tipi che siamo e che incontriamo.
In questo secondo venerdì di quaresima

LENTEZZA E INCONTRO

 

sono i poli del nostro #esamedicoscienzadigitale. Un giusto rapporto nelle relazioni spesso è un vero e proprio esercizio di grande pazienza. Proviamo ad entrarci dentro per ricavarne motivi di riflessione.

Costruire una cultura dell’incontro, con lentezza, anche su Internet che è l’emblema della velocità. «Questo richiede tempo e capacità di fare silenzio per ascoltare. Abbiamo anche bisogno di essere pazienti se vogliamo capire chi è diverso da noi: la persona esprime pienamente se stessa non quando è semplicemente tollerata, ma quando sa di essere davvero accolta. Se siamo veramente desiderosi di ascoltare gli altri, allora impareremo a guardare il mondo con occhi diversi e ad apprezzare l’esperienza umana come si manifesta nelle varie culture e tradizioni». (Papa Francesco)

  •  Riflettete prima di scrivere qualcosa sui social?
  •  Lo fate con il desidero di informare? Per divertire? Per sfidare?
  •  Dialogando sui social privilegiate l’ascolto o la competizione?
  • Quanto tempo fate passare prima rispondere ad una provocazione ricevuta sui social?
  • Fate attenzione solo a chi interagisce direttamente con voi, o anche sugli altri?

 

Signore Gesù
donaci la capacità di fare rete, evitando di rimanere intrappolati ed intrappolare nei meandri di internet.

Signore Gesù
grazie per i tanti volti incontrati, ma fa’ che non rimangano solo fotografie.
Donaci di comprendere la bellezza di andare oltre lo spazio digitale.
Aiutaci a sperimentare l’incontro autentico con l’altro.

Signore Gesù
perdona la nostra fretta, la nostra superficialità, i tanti like messi senza nemmeno leggere e che a volte aumentano le ferite di chi è deriso, insultato, scartato.
Facci sperimentare la vicinanza del cuore oltre le emoticon e donaci il desiderio di scoprire un Tuo feedback.


La cortesia, se sincera, è sempre attraente. I modi garbati e rispettosi facilitano una corrispondenza di approccio immediata. Respingenti sono, invece, i toni e i modi baldanzosi, invadenti, e irruenti. Tutto peggiora quando non si ha un briciolo di bon ton: ne possono derivare reazioni con picchi in discesa peggiorativa.
Il tipo gentile è sempre un tipo in ascolto. Ciò permette una comunicazione reale, franca. Anche quando si fa dialettica, il dialogo è sempre costruttivo. La sobrietà della lingua e del cuore è uno dei link per la Quaresima.
In questo 3° venerdì il nostro esame si concentra su

GENTILEZZA E ASCOLTO

applicati alla connessione in rete.

Internet e i social network per ascoltare, per capire, per imparare dall’altro. Per lasciare che il liquido fluire di parole, immagini, emoticons lasci una traccia da interrogare, per trasformare individualità interconnesse in soggetti in relazione. Essere attaccati non è un motivo per attaccare. In quanto cristiani dovremmo assorbire l’odio, non restituirlo, nella vita reale e nelle interazioni digitali. Quando incontrate desolazione e rabbia non ricambiatele. Non cercate di prevalere, ma chiedetevi: che testimonianza posso dare? Curate, non combattete.

– Mi capita di “porgere l’altra guancia” anche nelle interazioni digitali?
– Mi accorgo quando nelle conversazioni in rete qualcuno tenta di imporsi?
– Ho degli amici che hanno abbandonato i social perché feriti da alcuni comportamenti?
– So che anche la rete e i social hanno delle buone regole di comportamento?
– Davanti ad uno scambio dai toni accesi, preferisco “combattere” chi offende o “curare” chi è offeso?

Tornano in mente e risuonano severe le parole di Gesù in Mt 5,22 e del parallelo in Lc 12,58.
Il loro contesto è più ampio e pertinente. Prova a cercare se vi trovi o no una tua collocazione.

Signore Gesù
apri le mie orecchie e il mio cuore perché possa ascoltare e non solo sentire.Signore Gesù
il mio tempo passato online aumenta sempre più,
secondo le statistiche trascorro mediamente sui social ogni giorno 2 ore e 16 minuti: è un tempo lungo in cui spesso sono sordo alla Tua voce.Signore Gesù
consegnami la forza di non assistere passivamente alla triste realtà virtuale colma di arroganza, prepotenza e mancanza di rispetto
e fa’ che possa restituire alla rete quella gentilezza che Tu infondi nel mio cuore ogni volta che mi parli.


Interiorità – come fondo abissale del mistero della persona – fa rima con eternità. Vi è connessa per quanto di più immateriale c’è nell’uomo, la sua spiritualità. Il prima e il poi lega queste dimensioni ponendole in un orizzonte circolare ultra temporale, l’unico capace per essere comprese pienamente.

Ma il mondo dell’interiorità non è destinato a rimanere inviolabile. Per quanto in-effabile (= non dicibile) di sua natura non è soggetto a mutismi, stop, alt, divieti di accesso.

Al contrario, la necessità di comunicare qualcosa della ricchezza interiore apre spiragli provocando attenzione e curiosità da parte dell’altro. E, tuttavia, questo procedere non può tradursi in invadenza, mancanza di delicatezza, attentati alla privacy, ma in atteggiamento di rispetto grande per la fiducia che tale apertura produce e richiede. Tale intreccio di

INTERIORITA’ E APERTURA

forma la griglia di questo 4° #esamecoscienzadigitale

Facebook fino a qualche tempo fa chiedeva «cosa stai facendo?» ora chiede «a cosa stai pensando?» la domanda cambia completamente registro semantico della comunicazione, punta all’interiorità, forse in modo voyeristico, tuttavia indica una direzione: dal fare al pensare, all’elaborare esperienza, passando attraverso i significati.
«La varietà delle opinioni espresse può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici. L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci». (Papa Francesco)

  •  Con quale frequenza cambio il mio stato per comunicare agli altri cosa sto facendo?
  •  Condivido con gli altri momenti di preghiera o di meditazione spirituale?
  •  Condividere sui social informazioni su momenti privati e delicati può aiutare chi sta male?
  •  La quantità di informazioni reperibili online sono una ricchezza o un rischio?
  •  Le mie opinioni sono state qualche volta influenzate dalle informazioni trovate in rete?
Signore Gesù
Ti ringrazio per tutte quelle volte che ho avuto la possibilità di esprimermi in rete
senza badare al rossore o alle mani che tremavano e imparando che
la ricerca dei contenuti è una fatica più bella dell’ansia da prestazione.
Signore Gesù
proteggimi da quel lato oscuro della rete
che purtroppo spesso diventa anche un territorio di manipolazione, sfruttamento e violenza,
e accresci in me la coscienza che ogni mia frase scritta
si imprimerà in un cuore.
Signore Gesù
rendimi perseverante nel fare bene
e fa’ che non mi accontenti di condividere un post
quando posso invece partecipare alla vita dei miei “amici”.

 

“Sia parca e frugale la mensa,
sia sobria la lingua ed il cuore;
fratelli, è tempo di ascoltare
la voce dello Spirito”.

     Che cos’è la verità? Esiste la verità? Chi può scommettere che la propria e non quella dell’altro è la verità giusta? Occorre assemblare tante verità per arrivarne ad una credibile? Oppure ognuno ha la sua verità?

A questi interrogativi radicali se non si da una risposta accettabile e valida universalmente per tutti, che si naviga sulle onde tempestose del dubbio per affondare nella confusione più disastrosa. Se, infatti, non si da una linea comune, neanche è possibile che ogni linea sia valida per altre che pretendono pari rispetto, mancando il quale si confligge aspramente e duramente di affermare la propria posizione intollerante.

Tra pochi giorni la Settimana Santa riproporrà tali interrogativi, ma offrendo anche la risposta nella persona di chi è la verità. Per questo era venuto e ne ha reso testimonianza a tal punto da essere condannato a morte proprio per la limpidità e la non confutabilità del dire e del fare.

Calando tutto questo nella nostra realtà quotidiana,

VERITA’ E TESTIMONIANZA

sono il binomio del nostro ultimo #esamecoscienzadigitale.

La sincerità delle risposte può essere un buon avvio verso la Pasqua

Talvolta si naviga orientati dalla sete, il monitor come specchio di noi stessi restituisce, attraverso la cronologia di navigazione o il numero e la qualità di “mi piace”, il percorso interiore.
Una delle illusioni che creano i social network è il senso di intimità: una discussione animata può facilmente farci dimenticare che in realtà non si tratta di uno scambio privato ma di un vero e proprio spettacolo pubblico per centinaia, forse migliaia di persone. È bene ricordare che quando si parlate a uno si sta testimoniando a tanti. Si consideri la vetrata attraverso la quale gli altri vedono la Chiesa: ci si chieda sempre quale testimonianza si sta dando.
  • Mi informo sulle fonti e sulla veridicità delle informazioni che approvo e condivido?
  • Sono davvero critico quando interagisco con i miei amici rispetto ai contenuti da loro condivisi?
  • Dico mai a qualcuno, online, quello che non gli direi di persona?
  • Secondo me i social network aiutano a superare i pregiudizi o li alimentano?
  • Il mio comportamento online è somiglia ad una “predica” o ad una “testimonianza”?
Troppe volte ci siamo nascosti dietro a profili di gruppo
per dire quello che non abbiamo saputo affermare
mettendoci la nostra di faccia,
altre volte abbiamo creato profili doppi
per poter nascondere ad una parte di amici
quei lati della nostra vita di cui ci vergogniamo un po’
ed è capitato anche di creare profili falsi per mettere divisioni.Signore Gesù perdonaci.
Tante volte ancora abbiamo usato parole pesanti,
abbiamo scritto frasi offensive,
abbiamo giudicato male pubblicamente
chi forse si aspettava da noi comprensione.
E troppe volte siamo stati incoerenti
per guadagnare qualche like in più,
ci siamo dipinti come non siamo
per poi invece bloccare e rimuovere chi non la pensa come noi
o chi ha provato a dirci che abbiamo sbagliato.Signore Gesù perdonaci. E donaci la Tua amicizia.


L’#esamecoscienzadigitale è giunto al suo completamento. Ci ha accompagnato per tutto il Tempo di Quaresima in prospettiva della Pasqua, che oggi celebriamo in tutta la carica di pace e di luce diffusa da Cristo Risorto.

Le parole su cui ci siamo soffermati potrebbero essere ancora ricordate per continuare e completare il percorso formativo in ordine alla loro piena interiorizzazione.

È una piccola prospettiva che sentiamo di proporre per l’accoglienza dimostrata e raccolta con il vostro interesse.

Ma vuole essere anche l’aiuto fervido per questi giorni unici in tutto l’anno.

+ Francesco, vescovo

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