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03/Ago/15

Il Campo estivo Vocazionale

Sabato 25 Luglio si è concluso il primo campo estivo vocazionale organizzato dal Centro Diocesano Vocazioni e dal suo Direttore don Gaudioso Mercuri. A questo campo, che si è svolto presso il Villaggio Mancuso in Sila dal 21 al 25 luglio, hanno partecipato ragazzi e ragazze provenienti da diversi paesi  della nostra Diocesi. L’esperienza del campo estivo è una grande opportunità di arricchimento interiore e di trasformazione in positivo dei ragazzi.

La condivisione del tempo e delle attività che sono state svolte ha voluto creare dei legami tra i ragazzi insegnando loro a rispettarsi e a collaborare per raggiungere degli obiettivi comuni tra cui quello di creare un clima di gioia e di amicizia. Il campo estivo è un‘esperienza di vita,  di autonomia, possibilità di amicizie nuove e di affiatamento, di gioco e di divertimento ma soprattutto di servizio, di impegno, di preghiera e di riflessione. Un’esperienza difficile da descrivere a parole ma altrettanto difficile da dimenticare per chi la vive. Il verde paesaggio della Sila e la quiete della montagna, poi, sono stati cornice perfetta di questo campo.

Quattro le giornate che i ragazzi hanno vissuto intensamente: al mattino si cominciava con la recita delle lodi e dopo colazione si entrava nel vivo delle attività. Ogni giorno un tema specifico caratterizzava la giornata ed un relatore offriva ai ragazzi spunti per le riflessioni personali e di gruppo da condividere insieme. I giochi davano ai ragazzi la possibilità di divertirsi cimentandosi in prove che attribuivano loro un punteggio che accumulato di giorno in giorno avrebbe alla fine decretato la squadra vincitrice.

La celebrazione della Santa Messa ha visto sempre i ragazzi coinvolti in prima persona, dalle letture ai canti. La sera, dopo la compieta, veniva letta una breve storia a cui faceva seguito un segno che è stato opportunamente pensato per i ragazzi e che ha voluto racchiudere un po’ il senso di quanto detto durante la giornata. Nella giornata della fede la veglia serale con l’adorazione eucaristica ha toccato i cuori di molti ragazzi i quali hanno avuto modo di pregare e lodare il Signore per ben due ore accompagnati da alcune meditazioni, dalle riflessioni di don Gaudioso e da canti che hanno predisposto i loro cuori all’incontro con Gesù Eucaristia. Qualcuno tra loro non era solito pregare, qualcuno non sapeva come fare, qualcun altro cercava delle risposte, altri avevano paura di scoprire qualcosa di forte che non avrebbero magari saputo gestire ma tutti erano lì intenti ognuno a modo proprio ad ascoltare ciò che Gesù ha voluto dire a ciascuno di loro.

“Cammina con Lui” è stato il canto di gioia divenuto motto di questo campo. Con esso i ragazzi insieme agli animatori hanno accolto e salutato don Letterio Festa, padre spirituale del seminario minore di Oppido Mamertina, don Pasquale Galatà, neo-direttore dello stesso, don Antonio Nicolaci ed in particolar modo il vescovo, Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito che ha trascorso insieme ai ragazzi la giornata conclusiva del campo.

La fede, insieme all’amicizia che libera, all’amore di Dio Padre ed alla vocazione,  sono stati i temi che hanno caratterizzato le riflessioni di ogni singola giornata.

Da un questionario finale che i ragazzi hanno compilato in forma anonima è emerso quanto alcuni concetti siano rimasti bene impressi nelle loro menti e nei loro cuori. Di ogni intervento i ragazzi hanno fatto tesoro. Hanno maturato la consapevolezza  che il Signore è con loro, che il perdono sublima e rende autentiche le loro relazioni, che l’invidia logora tutto togliendo bellezza alla vita, che l’amicizia è “un legame che tende al bene”, che nella sofferenza incontriamo l’amore, un amore che ci conduce per mano all’incontro con Dio. Ed ancora i ragazzi sono stati esortati a lasciarsi toccare dal Signore senza averne paura perché quando Lui ti tocca ti cambia la vita.

A loro è arrivato chiaro e forte il messaggio che è necessario fidarsi di Dio abbandonandosi a Lui completamente così come Suor Remely ha spiegato loro durante il suo intervento in cui citando il passo del vangelo sulla tempesta sedata (Mt. 14, 24-32) ha invitato i ragazzi a non temere le difficoltà della vita, a non dubitare del suo sostegno, perché il Signore ci cammina accanto sempre!

Ogni cosa in questo campo è stata fonte di riflessione per i ragazzi, insegnamento autentico del Vangelo. Anche un pomeriggio che apparentemente sembrava dovesse essere solo un momento di svago  si è trasformato in momento profondo di incontro col Signore. Lungo il percorso che ci conduceva al Parco della Sila molti ragazzi hanno avuto modo di ricevere il sacramento della Riconciliazione ed è stato un momento davvero toccante. Lungo una strada in salita, Gesù camminava con i ragazzi e loro con Lui e la fatica del cammino spariva una volta liberato il cuore da ciò che lo appesantiva.

La bellezza della natura così perfettamente creata da Nostro Signore ha offerto il contesto ideale per affrontare il tema della libertà! “Quando Dio ci ha creato – ha detto don Gaudioso –  il primo dono che ci ha fatto è certamente la vita ma, insieme ad essa ci ha donato la libertà perché potessimo scegliere di seguirlo. Chi ama è libero e lascia anche gli altri liberi di amare. Quando noi crediamo in Dio crediamo nell’amore, se riusciamo a comprendere questo forse riusciremo a non arrabbiarci più con Dio”.

Nell’ultima giornata infine Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito, ha fatto  comprendere ai ragazzi come tutti indistintamente siano possessori di uno o più doni invitandoli a riflettere se di questi doni avessero già coscienza, se avessero compreso bene di quali doni si tratta e a chi risalgono. “Il Signore – ha affermato Mons. Milito – è un persecutore d’amore, perseguita la tua vita con l’amore e difficilmente ti lascerà andare una volta che ha messo gli occhi su di te, sulla tua vita. Lui rende inquieta la tua vita perché diventi serena”.

Don Antonio Nicolaci ha poi portato  la propria testimonianza ai ragazzi volendo con loro condividere il momento della sua chiamata al sacerdozio.

Mons. Milito, ha inoltre ascoltato a lungo in colloqui personali quei ragazzi che hanno sentito il bisogno di parlare con lui, di lasciarsi consigliare. E non è mancato di sorridere insieme a loro quando ha rivestito i panni di giudice super partes di una breve rappresentazione della tempesta sedata (Mt 14, 24-32) che ogni gruppo aveva pensato e preparato e che ha voluto presentare a Sua Eccellenza.

Questa giornata è stata ulteriormente arricchita anche dalla presenza di alcuni giovani del RnS che hanno animato la Santa Messa serale.

Le riflessioni, molto apprezzate dai ragazzi e considerate un’occasione di crescita e arricchimento personale, hanno loro consentito di aprirsi l’un l’altro, di conoscersi, di confrontarsi condividendo i propri pensieri e superando quel timore nel doversi mettere in gioco dinanzi a tutti. Anche i giochi sono stati momento essenziale nella vita del campo in quanto i ragazzi hanno fatto gruppo, hanno collaborato, si sono impegnati per raggiungere una meta comune… in questo campo non c’è stato spazio per l’egoismo ed i ragazzi lo hanno compreso subito. In ultimo mi preme sottolineare come le regole che sono state date ai ragazzi all’inizio del campo sono state da loro ampiamente rispettate e, forse senza neanche accorgersene, i ragazzi hanno trascorso quattro giornate con un uso dei cellulari limitato ai soli momenti di pausa e lontani da tv, pc, internet e social network. Hanno privilegiato e vissuto di rapporti umani, di ascolto e di dialogo tra loro, il tutto all’interno di un clima di preghiera quotidiana che si è rivelata a loro stesso dire tutt’altro che “pesante e noiosa”. Hanno amato trascorrere il loro tempo con Gesù e scoprire di essere “perle preziose ai suoi occhi”. Questo credo che per noi sia stato il miglior traguardo che potevamo augurarci di raggiungere.

A tutti i ragazzi auguriamo un buon cammino con Gesù. Grazie di cuore ed un arrivederci al prossimo campo!

Maria Rosaria Tomas

 

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