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Ritiro dei diaconi permanenti

Nell’imminenza delle feste natalizie i diaconi, come ormai è consuetudine, hanno vissuto il momento del ritiro spirituale a cui hanno partecipato anche i candidati e gli aspiranti diaconi unitamente alle loro famiglie, in un incontro nel quale tutti i presenti hanno espresso gli auguri di buon Natale e buon Anno al loro Vescovo, Mons. Francesco Milito, al loro Delegato, don Giovanni Battista Tillieci  e a don Antonio Nicolaci. L’incontro si è svolto presso l’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi giovedì 22 dicembre scorso.

Il Delegato, don Giovanni Battista, dopo aver ringraziato il Vescovo della sua presenza, segno della sua attenzione verso questo ministero ecclesiale, ha incentrato la sua meditazione sul discernimento spirituale, importante per la scelta qualitativamente valida di quanti aspirano a diventare diaconi, indispensabile operazione per la missione di chi è inviato a incarnare nel vissuto la presenza di Cristo: «l’agire di Cristo per Cristo». «Il discernimento – ha sottolineato don Tillieci – è necessario perché ci aiuta a scoprire continuamente la volontà di Dio grazie al dono dello Spirito Santo affinché la nostra collaborazione umana con il Signore sia rivolta sempre verso il “di più”, cioè verso la piena realizzazione nella storia dell’opzione fondamentale del valido in sé, guardando “verso l’alto”. É indispensabile, pertanto, fuggire quello che non viene dallo Spirito, in questo sorretti dalla preghiera».

L’invito finale di don Giovanni Battista ai presenti è stato quello di «ripensare autenticamente alla nostra vocazione, e fare del discernimento uno stile di vita, una ginnastica continua domandandoci sempre cosa vuole il Signore dalla nostra vita».

Il nostro Vescovo, nella sua riflessione, con riferimento all’invito rivolto recentemente ai diaconi di esprimere con una comunicazione le loro richieste degli ambiti di esercizio del loro ministero, ha sottolineato come occorra  che i diaconi si sentano corresponsabili del Vescovo per la vita diocesana, non solo per il fatto che il diacono è ordinato “per il servizio” del Vescovo, ma perché «il diaconato ha un suo specifico ambito ministeriale e tanto più questo specifico è chiaro, tanto più il ministero diaconale è vissuto nel suo pieno significato».

Il Vescovo ha invitato i diaconi «a guardare per questo a Maria, definita “storicità completa del Mistero di Dio”, incarnando nella vita la sua tenerezza di Madre. Questa icona scelta per l’Anno mariano, che vivrà la nostra Diocesi nel centenario delle apparizioni della Madonna ai tre Pastorelli di Fatima, esprime in modo mirabile la tenerezza con il Bambino attaccato alle guance della Madre, così come Fatima che è stata realizzazione della tenerezza di Dio per l’umanità attraverso Maria.  Aver legato l’Anno mariano della nostra Diocesi al messaggio di Fatima significherà per la nostra Chiesa locale comprendere e attualizzare la parola che Dio ha voluto rivolgere per mezzo di Maria ai tre Pastorelli, soprattutto un forte invito alla conversione, e poi un ritorno ai valori tradizionali, quello della famiglia, del focolare domestico, come la famiglia di Francesco, Giacinta e Lucia». Ciò è espressione dell’intenzione del Vescovo di porre la famiglia al centro della catechesi in un tempo storico in cui la teoria del gender rischia di minare nelle sue fondamenta la famiglia voluta dal Creatore.

Il Vescovo ha illustrato a questo punto il suo “Messaggio di Natale alle Famiglie della Diocesi”, una lettera in cui con chiarezza e forza, guarda a tutti gli aspetti della vita familiare, donando la sua parola di Padre e Pastore, augurandosi che la «gioia dell’amore(l’Amoris laetitia) non sia solo una bella espressione, una meta solo ideale, ma una realtà che esiste, è raggiungibile, e può essere pienamente gustata come nella Santa Famiglia di Nazareth».

Mons. Milito ha infine illustrato ai diaconi il libro “Gli appelli del messaggio di Fatima” scritto da Suor Lucia, un libro che ci aiuterà a comprendere meglio il senso di tutto quello che vivremo in questo Anno mariano.

Un momento di fraterna condivisione, che sempre esprime la gioia dello stare insieme, in questo allietati dalla presenza di numerosi bambini e dal suono della fisarmonica di un confratello, ha concluso la bellissima serata.

 

Cecè Caruso


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