Il vescovo Alberti alle comunità cristiane: “Tenere accesa la luce del Giubileo”

Carissimi,

vi raggiungo all’inizio di questo nuovo anno con l’augurio di un cammino personale e comunitario pieno di fede, di speranza e di carità.

Portiamo ancora nel cuore l’Anno Giubilare, dono di grazia e di misericordia per tutti. Sono state veramente tante le occasioni a livello personale, famigliare, parrocchiale, diocesano, tra noi e a Roma, nelle quali abbiamo sperimentato la bellezza di essere Chiesa ‘pellegrina di speranza’ che ha incontrato il Signore ‘che non delude’. I Santuari diocesani, luoghi giubilari, sono stati punti di riferimento per ricevere e imparare misericordia; le carceri sono stati spazi in cui scoprire percorsi di liberazione per sperimentare la libertà dei figli di Dio anche dietro le sbarre; le Parrocchie si sono messe in movimento per offrire momenti di preghiera e iniziative di carità; scelte personali o famigliari vissute con sincerità di cuore sono state occasioni per compiere passi di conversione verso una pace più profonda, una gioia più grande, un amore più concreto. L’amore del Padre, la misericordia del Figlio e la grazia rinnovatrice dello Spirito hanno agito con abbondanza in questo Anno Santo e di questo ne siamo riconoscenti. Il Signore è stato buono con noi e questo è divenuto motivo di una rinnovata speranza che ci ha incoraggiato a irrobustire le mani fiacche, a rinsaldare le ginocchia vacillanti e a confermarci in propositi di bene secondo il Vangelo.

In realtà, quello che abbiamo celebrato non è una esperienza chiusa in sé stessa ma si apre a un cammino di discepolato cristiano che mai termina. Come dicevo nel Rito di chiusura del Giubileo: “Concludere l’Anno Giubilare non vuol dire chiudere il canale della grazia, anzi. Gli anni santi sono importanti non come realtà isolate straordinarie, ma come regali divini che incrementano in modo permanente i doni di Dio, da accogliere, da condividere, da far crescere. Rimane aperta la grande porta dell’amore di Dio per l’umanità, si sono squarciati i cieli e non si sono ancora chiusi, il Natale del Dio-con-noi lo conferma. È pur vero comunque che la recezione della grazia giubilare ha bisogno di atteggiamenti e di scelte ecclesiali che la tengano viva e feconda”. Per questo sentiamo che questo tempo ordinario fa parte della ‘pienezza del tempo’ (cfr. Gal 4,5) perché il Signore è venuto per restare e camminare con noi.

Il gesto della consegna della lampada accesa ai Rettori dei Santuari e ai Cappellani delle carceri non voleva essere un puro gesto celebrativo, ma un segno da tener vivo nella quotidianità del nostro cammino di Chiesa.

A livello comunitario e famigliare invitiamo a tenere ‘accesa’ la luce giubilare proponendo gesti di novità cristiana: momenti centrati sulla Parola di Dio sia in Parrocchia che in famiglia; la preghiera fatta insieme dove è presente il Signore (cfr. Mt 18,20); la partecipazione della famiglia alla Eucaristia domenicale; scelte concrete di aiuto a qualche progetto sociale o missionario; rinnovata disponibilità in un servizio ecclesiale nella comunità o in una testimonianza evangelica negli ambiti nella società.

A livello diocesano si è deciso di aprire lo sportello anti-usura, un’opera-segno che possa dare continuità al Giubileo, per una esperienza di liberazione da ogni forma di schiavitù, morale e spirituale, sociale ed economica. Il flagello dell’usura e la piaga del gioco d’azzardo spesso rovinano persone e famiglie, portando a situazioni nelle quali viene calpestata la dignità umana e spariscono serenità e speranza. Come Chiesa sentiamo il dovere di rimanere accanto, sostenere, ridare fiducia e accompagnare in percorsi di liberazione. La risposta generosa a questa iniziativa con gesti di solidarietà da parte di singoli e di gruppi, di Parrocchie e di comitati feste, è motivo di grande consolazione e incoraggiamento su questa strada di prossimità e di aiuto.

L’Anno Giubilare è stato un anno benedetto, ma anche il 2026 è iniziato sotto questo auspicio divino: “Il Signore ti benedica, ti faccia vedere il suo volto e ti dia pace” (cfr. Nm 6,24-26). La benedizione del Signore raggiunga i motivi di lamentela e di sconforto, le situazioni di fatica e di sofferenza perché siano illuminati dalla Speranza che non delude (cfr. Rm 5,5). Continuiamo a camminare con il Signore, sotto la sua benedizione, con la Chiesa, come Chiesa, per dare speranza al nostro mondo.  

Palmi, 17 gennaio 2026

   + Giuseppe ALBERTI
    Vescovo