“Missione Pace”: a Taurianova una chiesa gremita per l’incontro con il Vescovo Alberti

Una chiesa colma, un’attenzione viva e partecipata, un tema che interpella tutti: la pace. Si è svolto sabato 24 gennaio 2026, a Taurianova, l’incontro dal titolo “Missione Pace”, promosso dall’Azione Cattolica della parrocchia San Giuseppe. Relatore della serata è stato S.E. Mons. Giuseppe Alberti, vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina–Palmi.

All’appuntamento, vissuto in un clima di grande partecipazione e ascolto, sono intervenuti il parroco don Cecè Feliciano e il presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale Salvatore Nasso. Hanno preso parte numerosi fedeli, insieme a giovani, famiglie e adulti, oltre ai parroci delle altre parrocchie cittadine, la Presidente dell’AC diocesana Angela Giuliano e tutto il consiglio. Presente anche il Sindaco di Taurianova, con diversi componenti dell’amministrazione comunale, a conferma di un evento che ha saputo coinvolgere l’intera comunità, ecclesiale e civile.

La pace non è una meta: è la via
Fin dalle prime battute, il Vescovo ha consegnato un’immagine incisiva: la pace non può essere ridotta a slogan o occasione “di moda”, ma è chiamata a diventare uno stile quotidiano, un modo di pensare e vivere. Richiamando il pensiero di Thich Nhat Hanh, Mons. Alberti ha sottolineato: “Non c’è via per la pace: la pace è la via”. Un’affermazione che rimanda alla necessità di portare la pace dentro di sé, perché senza un cuore pacificato e uno sguardo nuovo, la pace non potrà mai crescere né nelle relazioni personali né nella storia dei popoli.

Disarmare le parole, per disarmare il cuore
Tra i passaggi più forti dell’intervento, l’invito a partire dalle parole: “Il primo modo per costruire pace è disarmare le parole”. Ma – ha evidenziato il Vescovo – per arrivare a parole che edificano serve un lavoro interiore: disarmare il cuore, riconoscendo le rigidità, le paure e le difese che spesso generano aggressività e conflitto. In questo senso ha ricordato che la pace, prima ancora che azione esterna, è una scelta: un “modo di pensare”, una decisione personale che si traduce in comportamenti concreti.

Una pace “disarmata e disarmante”
Riprendendo il messaggio del Santo Padre, Mons. Alberti ha insistito sul valore di una pace disarmata – che rifiuta la violenza e nasce dalla mitezza – e disarmante, capace di spezzare le logiche della sopraffazione. In particolare, ha colpito l’immagine del Dio “senza difese”: il Dio che si fa Bambino, fragile e vicino, e proprio per questo capace di cambiare la storia. “La bontà è disarmante” – ha ricordato il Vescovo – e con essa l’amore, il perdono, la gentilezza: atteggiamenti che abbassano il livello dello scontro e aprono strade nuove.

Il dialogo con i giovani: domande vere, risposte profonde
La seconda parte della serata è stata caratterizzata da un vivace scambio di domande tra i giovani e il Vescovo, segno di un ascolto autentico e di una partecipazione reale. Tra gli interrogativi: “Qual è lo stato d’animo giusto per essere in pace?”, oppure “Cos’è per lei la relazione di pace?”. Mons. Alberti ha risposto invitando a non fermarsi alle definizioni, ma a puntare sull’esperienza concreta: la pace si vive e si costruisce, giorno dopo giorno, nelle relazioni e nelle scelte.

Molto intensa anche la riflessione sul perdono, definito come una delle strade più esigenti, ma decisive, per la pace: un cammino difficile, eppure possibile con l’aiuto di Dio, perché – ha ricordato – la prima vittima del non perdono è chi lo custodisce dentro di sé.

Un momento che lascia un segno
L’incontro si è concluso in un clima di gratitudine e partecipazione, con la consegna di un simbolo di pace e con una poesia che ha emozionato l’assemblea: “Mi sono seduta e ho dipinto la pace”. Parole semplici e profonde, capaci di esprimere il senso della serata: un tempo bello, intenso, vero, vissuto senza cali di attenzione, anche grazie alla capacità comunicativa e alla forza testimoniale del Vescovo.

Un appuntamento che ha ricordato a tutti che la pace non è un’idea astratta, ma una missione concreta: un impegno da coltivare, una strada da scegliere, un dono da custodire e condividere.

Filippo Andreacchio