Dal 30 luglio al 2 agosto 2026, Bari è diventata il cuore dell’Azione Cattolica Italiana con “𝑶𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒊 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒊. 𝑨𝒃𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒇𝒓𝒂𝒕𝒆𝒓𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒂𝒍𝒐𝒈𝒐”. Oltre settecento responsabili associativi si sono confrontati sulle grandi sfide del nostro tempo, rileggendo il Mediterraneo non come un confine, ma come uno spazio di incontro segnato da guerre, migrazioni, ferite sociali e desideri di pace. A orientare il cammino sono risuonati l’invito di Papa Leone XIV al “𝒅𝒊𝒂𝒍𝒐𝒈𝒐 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆”, il richiamo di Mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, alla vocazione profetica della Chiesa e le parole del cardinale Matteo Zuppi sulla comunione come rete capace di custodire le differenze senza spezzarsi. Proprio durante la veglia ecumenica nella Basilica di San Nicola, ai Presidenti diocesani è stato consegnato il 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, come mandato a tradurre il dialogo in uno stile quotidiano di incontro e collaborazione. La celebrazione conclusiva, presieduta da Mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, ha infine affidato a tutti l’immagine del pane condiviso, segno di una fraternità fondata sulla gratuità e sulla responsabilità reciproca.
𝐋𝐞 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐚𝐧𝐚
- 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀.
Per don Federico Arfuso, Assistente diocesano del MLAC, Bari è stato un autentico “𝒔𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒊”: il volto di una Chiesa sinodale che ascolta il grido dei popoli. In una società frammentata, l’Azione Cattolica è chiamata a essere “𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊𝒕𝒓𝒊𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒊”, formando cristiani adulti e cittadini responsabili. L’assistente accompagna questo cammino stando accanto ai laici e aiutandoli a riconoscere la presenza di Dio nella vita quotidiana.
- 𝐃𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚.
Lucia Bagalà, Segretaria diocesana del MLAC, richiama le ferite del lavoro: caporalato, sfruttamento, illegalità e condizioni che calpestano la dignità dei lavoratori, soprattutto migranti. Alla denuncia si uniscono, però, esperienze di speranza, come il riutilizzo dei beni confiscati e i progetti di cooperazione sociale. Una riflessione che interpella anche la Piana di Gioia Tauro, chiamata a trasformare le proprie ferite in percorsi di memoria, dignità e riscatto.
- 𝐀𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞.
Per Maria Josè Fava, Consigliera diocesana del Settore Adulti, Bari ha ricordato che l’età adulta non è un traguardo raggiunto, ma una stagione ancora capace di crescere e generare speranza. Le fragilità e le fatiche della vita diventano occasione di rinascita quando sono vissute dentro una comunità che ascolta e accompagna. Per questo l’Azione Cattolica è chiamata a essere una casa aperta, vicina alle persone e alle periferie esistenziali, dove ogni generazione contribuisce, insieme, a costruire il futuro dell’associazione.
- 𝐕𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚𝐫𝐞.
Per Gabriele Alessi, Segretario diocesano, Bari ha aperto il cammino verso le assemblee parrocchiali e diocesane. La traccia assembleare invita a verificare se l’Azione Cattolica sia ancora capace di generare speranza e raggiungere le periferie. Il rinnovo delle responsabilità non può limitarsi alla ricerca di persone disponibili, ma deve riconoscere i doni delle comunità e lasciare spazio a volti nuovi. Le assemblee saranno chiamate a diventare laboratori di ascolto, discernimento e partecipazione, non semplici appuntamenti elettivi.
- 𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀.
Per Gaetano Corvo, Amministratore diocesano, Bari ha lasciato nel cuore la certezza che la gioia autentica nasce quando la Chiesa si fa popolo e cammina insieme. La traccia assembleare «E vi fu grande gioia in quella città» invita a trasformare quell’esperienza in uno stile concreto di vita: aprire porte che accolgono, restituire dignità a ogni volto fragile e generare speranza dove prevale la rassegnazione. Abitare le nostre città con questo spirito significa testimoniare una fede che si fa prossimità, servizio e bene comune.
Nelle conclusioni, il Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano ha invitato l’Azione Cattolica a non dimenticare mai i volti delle persone, scegliendo di stare dalla parte della dignità umana e del bene comune. Le migrazioni chiedono di lasciarci ferire dall’incontro con l’altro, mentre la pace nasce da un paziente lavoro educativo che comincia dal disarmare il linguaggio e dal costruire relazioni autentiche. L’alternativa al fare da soli è l’alleanza: solo una comunità che custodisce la comunione può accompagnare le persone e generare speranza.
Da Bari portiamo volti, domande e responsabilità. 𝑶𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒊 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒊 ci consegna un impegno: trasformare quanto vissuto in formazione, prossimità e scelte concrete nelle nostre comunità. Il cammino assembleare sarà l’occasione per riscoprire quale Azione Cattolica vogliamo essere e quale gioia siamo chiamati a generare nelle nostre parrocchie e nelle nostre città, perché anche per noi possa risuonare la promessa: «E vi fu grande gioia in quella città».
𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐚𝐧𝐚
Azione Cattolica – Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi





















