Invito ai fedeli delle Chiese della Metropolia di Reggio Calabria-Bova, Oppido Mamertina-Palmi, Locri-Gerace e Mileto-Nicotera-Tropea
Carissimi fratelli e sorelle,
per la prima volta, la nostra Metropolia è chiamata a compiere un gesto unitario, coraggioso e profetico: avviare, su proposta dei nostri Vescovi, un Patto stabile di collaborazione e fraternità missionaria con le Chiese sorelle dell’Africa e dell’America Latina.
Non si tratta del tradizionale sostegno a distanza, ma di qualcosa di molto più profondo: costruire legami di amicizia, condividere esperienze pastorali, mettere in comunione sacerdoti fidei donum, laici e giovani volontari, camminando insieme nella fede e nella missione.
Non vogliamo semplicemente andare incontro ai bisogni delle Chiese sorelle, ma riconoscere che anche noi abbiamo bisogno di loro: della loro fede viva, della loro testimonianza, della loro gioia evangelica e della capacità di vivere il Vangelo con cuore semplice e generoso.
Sarà un’occasione per riscoprire che la Missione non è un’esperienza riservata a pochi, ma una chiamata che riguarda tutta la Chiesa. Un invito ad aprire il cuore, ad abbattere le distanze e a lasciarci trasformare dall’incontro con altri popoli e altre comunità cristiane. Una Metropolia in uscita, una sola Chiesa che cammina insieme.
Per questo vi invitiamo al Convegno “Chiese sorelle – Un Patto di Vangelo tra Calabria, Africa e America Latina”, che si terrà sabato 24 ottobre 2026, dalle ore 9:30 alle 13:00, presso la Casa del Laicato “Mons. Luciano Bux” di Gioia Tauro (RC), per conoscere più da vicino questa visione, condividerne le prospettive e lasciarci interrogare da una nuova chiamata missionaria.
Ospite e relatore dell’incontro sarà don Roberto Ferrante, direttore del Centro Missionario di Brescia, che offrirà il suo contributo a partire dall’esperienza maturata nell’animazione missionaria e nella cooperazione tra Chiese.
La missione comincia da un sì. Il nostro sì può diventare un cammino di fraternità tra Chiese.
Vi aspettiamo per dire insieme il nostro «Eccomi!»











