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Consegnati gli attestati della Scuola di Animazione Giovanile

Domenica 20 dicembre, IV di avvento, durante la Messa delle ore 18, presieduta dal sac. Vincenzo Leonardo Manuli, alla presenza del parroco, sac. Franco Borgese, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a tutti coloro che hanno partecipato assiduamente al corso per animatori, a seguire ha avuto luogo un momento di festa.

 

 

Hanno partecipato i giovani delle parrocchie Maria Ss. del Rosario e Maria Ss. Immacolata di Polistena, parrocchia San Nicola, Feroleto della Chiesa, parrocchia San Michele Arcangelo Cinquefrondi e parrocchia San Sebastiano, Anoia Superiore.

Grande soddisfazione per la partecipazione, circa 35 giovani a partire ai 16 ai 22 anni

Il corso è stato realizzato presso  il salone Edith Stein della Parrocchia Maria Ss. del Rosario di Polistena, nei mesi di novembre e dicembre. Si sono svolti cinque incontri a tappe per adolescenti e giovani sul tema “Animare è … Educare è … Evangelizzare”, a cura del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile.

Chi è l’animatore ? E’ stato il tema del primo incontro tenuto dal responsabile diocesano per la Pastorale giovanile, sac. Vincenzo Leonardo Manuli. L’animatore è colui che dà anima, dà vita, chi anima evangelizza..

L’animatore non è solo colui che ha una funzione ludica, ma deve aiutare la persona a costruire la sua vita, perché egli ama la vita.

Una qualità fondamentale dell’animatore è la fiducia, egli deve avere fiducia in se stesso e darla agli altri.

Nel secondo incontro, suor Anna Cerutti, ha messo in risalto le varie figure dell’animatore: «In oratorio si impara a vivere per il futuro, l’animatore deve dare contenuti e strumenti, avere una meta e uno scopo,  egli è un mediatore dell’immagine di Dio. Essere animatori significa: ascoltare, so..stare, sollecitare».

L’animatore è anche Spirito. Egli deve saper essere, quindi avere una propria identità, saper fare e cioè progettare e saper relazionarsi, cioè uscire da se stesso.

“Se l’educazione lascia il segno. Carità e impegno sociale”, è stato il tema del quarto incontro tenuto da Carmelita Agostino, animatore Pastorale giovanile, la quale ha messo in evidenza l’importanza del termine carità, non solo dal punto di vista concreto, per esempio fare l’elemosina, ma in senso più ampio e cioè, donare un sorriso, confortare i bisognosi, servire gli ammalati.

Prendiamo esempio dai santi, San Francesco d’Assisi, San Giovanni Bosco, Madre Teresa di Calcutta; siamo tutti chiamati alla santità.

Il gruppo, lo stile di laboratorio e le tecniche di animazione, sono state le tematiche trattate nell’ultimo incontro da Loredana Condoleo, animatore di Pastorale giovanile.

E’ attraverso il rapporto con gli altri che cresciamo, ci muoviamo e fondiamo le basi della nostra personalità. L’altro ha quindi un grande potere sul nostro IO. Occorre molta attenzione per l’altro, sia quando lo conosciamo da tempo, sia quando è uno sconosciuto; occorre rispetto delle diversità e in essa cercare un arricchimento.

Il gioco è un vero e proprio progetto di approfondimento e, grazie ad esso, abbracciamo il mondo e gli altri, come se fosse una necessità, come l’aria che respiriamo. 

La cosa più importante è che il gioco ci fa sorridere alla vita, perché il gioco è un contenitore di gioia.

Il riscontro positivo e l’entusiasmo per i temi affrontati e la loro attualità, incoraggia il responsabile del servizio e gli animatori a proporre per il prossimo anno un secondo appuntamento, sempre parlando dell’animazione cercando di entrare di più nei dettagli e nelle problematiche attuali.

Grazie a tutti per la presenza.

Con i giovani … per i giovani!

Danilo Muscherà (Animatore di Pastorale Giovanile)

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