sabato 02 Mar 2024

Dalle Parrocchie

Parrocchia San Nicola Vescovo, all’insegna della carità con la “giornata parrocchiale della povertà”

Una seconda domenica d’Avvento all’insegna della carità quella che si è tenuta il 10 dicembre a Melicucco presso la Parrocchia San Nicola Vescovo, è stata, infatti, organizzata una giornata parrocchiale dedicata ai poveri alla presenza del Parroco Don Pasquale Galatà, dei volontari della Caritas parrocchiale “Don Tonino Bello”, del Direttore della Caritas Diocesana Diac. Michele Vomera, della Presidente dell’Associazione “I Segni dei Tempi ETS” Noemi Trimarchi e della comunità presente.

Già dall’inizio ha pervaso la mattinata un clima di fraternità partecipato, grazie anche ai bambini, frequentanti il catechismo, che hanno animato la messa portando non solo la loro innocenza ma anche i doni della raccolta alimentare promossa in parrocchia e destinata alle famiglie in stato di povertà presenti sul territorio. Degno di nota e fortemente simbolico anche il “grembiule del volontario” che insieme ad altri segni è stato portato all’altare dai più piccoli, simbolo di quel donarsi al prossimo che caratterizza la missione del vero cristiano che si affaccia verso il futuro.

Come ribadito nell’intervento del Referente della Caritas parrocchiale Antonio Galatà “è solo scorgendo nel volto del povero e del sofferente quello di Cristo che è possibile condurre una vita volta alla carità” e proprio su questo principio ha assunto notevole importanza la presenza di una delle famiglie afghane, profughe di guerra e precedentemente rifugiate in Turchia, giunta in Italia per il tramite della Caritas Diocesana e dell’Associazione I Segni dei Tempi ETS,  grazie al progetto dei Corridoi Umanitari di Caritas Italiana.

Come illustrato dal Direttore della Caritas diocesana, Diac. Michele Vomera, il progetto dei Corridoi Umanitari rappresenta uno strumento legale e soprattutto sicuro per coloro che sono costretti a lasciare la propria terra per svariate motivazioni, che possono andare dalla guerra alla persecuzione religiosa, un modus operandi che va sostenuto in quanto promuove pienamente il concetto di carità e di accoglienza e mira a contrastare la piaga dell’immigrazione clandestina, causa fin troppo spesso di tragedie come quella della vicina Cutro.

Molto emozionante la performance musicale di Amir giovane afghano ipovedente che da autodidatta ha imparato a suonare il pianoforte interpretando attraverso la musica anche la lingua universale dei sentimenti, segno di una libertà sconfinata che non conosce barriere di sorta un po’ come la carità che non va circoscritta in labili parole ma che deve essere supportata attraverso azioni concrete che come ha ribadito Don Pasquale Galatà possono partire dal sacrificio dalle piccole cose, piccole per noi ma grandi per chi ha bisogno, in un contesto come quello del nostro territorio in cui la povertà è estesa non solo alla mancanza di cose ma anche, come messo in risalto dal Diacono Vomera, alla carenza di quelli che sono alcuni diritti fondamentali, altre forme di bisogno che come la mancanza di cibo creano solchi profondi per i quali vale la pena combattere con animo solidale e comunitario.

Lina Maiolo

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