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Il Vescovo incontra i Medici Cattolici della Diocesi

     Il giorno 17 u.s., presso la sede ISTEP di Gioia Tauro, si è avuto con S.E. monsignor Milito il previsto e programmato incontro con i Medici Cattolici della Diocesi di Oppido-Palmi. L’incontro, quale inizio del cammino di nuova evangelizzazione, ha visto S.E. discutere, interpretare e riflettere coi presenti sulle proposte presentate ai 258 padri sinodali ed a Sua Santità, il Papa emerito Benedetto XVI, dal relatore  Cardinale Donald William Wuerl alla diciannovesima Congregazione generale della tredicesima Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi nel mese di ottobre dello scorso anno. Proposizioni che altro non sono se non delle proposte per affrontare nel migliore dei modi quei nodi, quelle problematiche della nuova evangelizzazione, quelle importanti sfide che attendono la Chiesa di tutto il mondo nel campo della evangelizzazione, della dignità e dei diritti umani. ‘Invero – ha detto S.E. il Vescovo – quando si parla di dignità e di diritti umani molti vogliono affrontare l’argomento in maniera filosofica dimentichi che è precipuo compito dei legislatori, degli insegnanti e di tutti quelli che lavorano nel campo delle scienze umane di garantire a tutti costi, senza retorica, senza se o ma, il pieno rispetto per la persona umana sia nelle politiche pubbliche che nella pratica’. ‘Ed il medico – ha continuato S.E. – durante e fuori lo svolgimento della propria attività lavorativa, deve impegnarsi in ogni occasione a difendere e custodire questi diritti. Il Magistero pontificio nella sua dottrina sociale ha dimostrato i forti legami teologici, antropologici, pedagogici fra evangelizzazione, sviluppo e libertà della persona in una società civile e cristiana. Per tali motivi la Chiesa vuole nella sua attività di nuova evangelizzazione identificare e comprendere quelle esperienze, quei linguaggi, quegli stili di vita che sono propri delle società odierne. Solo così operando, infatti, la Chiesa con le sue celebrazioni, le sue esperienze di vita comunitaria, il suo continuo esercizio della carità, potrà garantire l’incarnazione del Vangelo nella vita di tutti gli esseri umani. Infatti il cristiano, che vive uno stato spirituale profondo, è testimone di fede e di evangelizzazione’.

    S.E. si è rivolto ai medici esortandoli a rivolgere la loro vocazione e missione, i loro comportamenti e le loro attività umane e professionali verso gli insegnamenti del Vangelo poiché la ‘dimensione contemplativa’ della Nuova Evangelizzazione si nutre continuamente oltre che attraverso la preghiera, a partire dalla liturgia, soprattutto l’Eucarestia, fonte e culmine della vita della Chiesa, anche attraverso l’attività degli operatori sanitari in grado di dare testimonianza di una vita veramente coerente con la loro missione, la loro fede cristiana, come singole persone e come comunità. Un continuo dialogo, quindi, fra scienza e fede. Un dialogo che richiede da un lato l’apertura della ragione al mistero che la trascende e la consapevolezza dei limiti fondamentali della conoscenza scientifica, dall’altro una fede aperta alla ragione ed ai risultati della ricerca scientifica.

   Nell’affrontare poi la problematica dei ‘migranti’, S.E. ha sostenuto in maniera vivace la necessità di passare definitivamente da una ‘fase di emergenza continua’ ad una ‘fase di soluzione definitiva’ e, vista l’insensibilità e la scarsa attenzione da parte delle Istituzioni tutte al problema, ha sottolineato la necessità di mettere in atto una opera di fattiva sensibilizzazione a tutti livelli sociali, per cui ha chiesto agli stessi Medici Cattolici di voler preparare e presentargli, nella prossima riunione del 28 Maggio, una piattaforma di proposte, idee, una piattaforma di principi etici e cristiani, oltre che una proposta pastorale in modo da poter consegnare alle varie Istituzioni e sostenere con vigore un piano organico di soluzione definitiva al problema ‘migranti’.

 

Ugo Squillace


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