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26/Giu/13

A Cittanova la convivenza di fine corso dei diaconi permanenti

      Si è svolta presso l’Hotel Uliveto Principessa in Cittanova dal pomeriggio di sabato 22 giugno al pomeriggio di domenica 23 giugno la Convivenza  di fine corso dei diaconi permanenti, degli aspiranti e dei canditati al diaconato permanente, alla presenza di numerose mogli degli stessi.

       L’incontro, guidato dal Delegato Diocesano per il Diaconato permanente, don Giovanni Battista Tillieci, si è svolto a chiusura di un anno di particolare intensità in cui il nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito ci ha invitati a ripensare  al nostro ministero e a sviluppare riflessioni e prospettive per il prossimo anno pastorale, in vista della realizzazione di un direttorio diocesano per tale ministero.

     L’incontro ci ha aiutato, così, a riflettere sulla nostra vocazione alla ricerca della chiara identità di quello che siamo per  sentirci profondamente rivestiti di Cristo e cogliere il segno della sua presenza in tutte le circostanze della vita.

     Don Giovanni Battista ha presentato la bozza del nuovo documento della Diocesi sul diaconato permanente, in particolare la proposta del cammino di discernimento vocazionale per gli aspiranti e i candidati, con criteri molto seri (un anno propedeutico, e poi tre anni con le tappe del lettorato e dell’accolitato, fino all’ordinazione), discernimento che sarà connotato dalla realizzazione di un forte rapporto personale di dialogo tra formatori e candidati e poi  la proposta del cammino di formazione permanente per i diaconi che prevede mensilmente un incontro di formazione e uno di ritiro spirituale.

     Forte l’accento sulla comunione che deve esistere tra i diaconi, che sono chiamati a formare una comunità, o un collegio, inteso a verificare l’esercizio della loro missione, che mira allo scambio di esperienze, per costituire tra diaconi una fraternità sacramentale, in cui predomini il discernimento comunitario (ciò che è bene per me deve essere un bene anche per gli altri).

     Molto chiaro è stato anche il riferimento alla necessità dell’inserimento dei diaconi nella pastorale diocesana, secondo la naturale predisposizione ministeriale di ciascuno, per un servizio più autentico alle nostre comunità e per una rinnovata evangelizzazione.

     Moltissime sono state le proposte delle tematiche da affrontare negli incontri di formazione del prossimo anno, con particolare riguardo alla carità, ambito precipuo del diacono, tema portante del prossimo anno liturgico.

     Molto profonda l’omelia di don Giovanni durante la celebrazione eucaristica, che ha preso spunto dalla colletta della messa in cui abbiamo chiesto al Signore di farci fedeli discepoli di quella sapienza che ha il suo maestro e la sua cattedra nel Cristo innalzato della croce, per imparare a vincere le tentazioni e le paure che sorgono da noi e dal mondo, e questo discende dall’essere sempre più conformati a Cristo, perché è Lui e non il moralismo che mi porta ad avere atteggiamenti cristiani, attraverso un cammino di maturazione della fede, di formazione, indispensabile anche per noi. Solo così si può arrivare al radicalismo di cui ci parla il vangelo del giorno che ci  chiede di rinnegare noi stessi, perché se uno non rinnega se stesso, si allontana da Dio e allontanandosi da Lui, si allontana anche da se stesso.

     Ci aiuti questa celebrazione – ha concluso  don Giovanni Battista – a essere noi stessi,  a non rinnegare noi stessi, dimenticando la dignità che il Signore ci ha donato, e a rivestirci di Cristo, vivendo in comunione con lui, conformandoci totalmente a lui.

     Il richiamo continuo alla comunione ci ha aiutato a vivere meglio questa giornata, con momenti di convivialità e di gioia, che sono culminati nel festeggiamento del compleanno della figlia dell’aspirante Francesco Restuccia, con l’augurio di intensificare questi momenti di incontro da vivere in perfetta e santa letizia.

 

Diacono  Cecè Caruso


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