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07/Ott/13

La partecipazione di nostri diocesani al Convegno ‘Celebriamo cantando’ a Roma dal 12 al 15 settembre

       Ci sono momenti nella vita in cui senti il bisogno di far parlare alla tua quotidianità un altro linguaggio. Come dire, dare un senso più profondo a tutto ciò che hai costruito con tenacia e impegno. Consciamente è questo ciò che mi ha spinto a partecipare al Convegno battezzato da dieci anni “Celebriamo Cantando” organizzato dal Centro di Spiritualità ‘Figlie della Chiesa’ di Roma e dai maestri di musica Livio Schiavato e Gianmartino Durighello.  Inconsciamente, la passione per il canto.
      Appena arrivi nella Casa di Preghiera ‘Domus Aurea’ ti accoglie la natura ed il sorriso caloroso delle suore. Un preambolo, per renderti subito conto che questa volta devi andare fino in fondo se vuoi vivere questa nuova esperienza. Intuisci che l’impronta di Gesù è ovunque; la novità, la curiosità ed il forte desiderio di stare davvero vicino a Lui ti aiutano a superare ritmi che non ti appartengono. Dopo qualche ora, nonostante tu non sia preparata ad accogliere il piatto d’oro, ti ritrovi dietro un corteo che percorre il meraviglioso giardino della Domus Aurea, dove alcune persone si incontrano per la prima volta e si sorridono lungo il cammino, cantando insieme “Ti seguirò”, gustando il suono di un flauto che accompagna la lettura di pensieri profondi che spalancano le porte a Cristo. Ti emozioni, sin dall’inizio, piangi dentro, è come se le angosce chiuse dentro di te urlassero e si ribellassero, poi d’improvviso la razionalità ti consiglia di non cadere, perché sai che la fede non deve essere un fattore solo emozionale, quindi ti concentri sul significato di quello stai ascoltando per farne tesoro. Ti approcci con la scala che apparve in sogno a Giacobbe, che ognuno di noi deve raggiungere attraverso l’umiliazione, attraverso il chiaro disegno di povertà e di uomo semplice. Preghi con le parole dei santi Damiano, Francesco d’Assisi e Benedetto, percorri l’elogio di Dante a San Francesco nel canto X del Paradiso e glorifichi Dio in mezzo al creato.

     Filo conduttore delle tre giornate di approfondimento per animatori musicali, il tema dei santi, o meglio: “La celebrazione del mistero di Cristo nelle feste di Santi”, così recita la locandina. Ed ecco la prima lezione del maestro Durighello, uno di noi, il quale non lascia dubbi: l’unica strada da percorrere è la beatitudine; il suo messaggio è chiaro: seguire Gesù fino all’imitazione, fino al mistero pasquale, fino alla conformazione alla sua croce. Scopri che l’emblema di questa conformazione a Cristo è Santo Stefano. Impari anche che i santi non sono persone irraggiungibili, accostandoti a loro si può intravedere la speranza del cambiamento, seguendo il loro esempio puoi salvarti dalle tentazioni. La regola però è una: l’osservanza del Vangelo, che può far nascere l’amore dentro di noi che è dentro un altro amore più grande, onnipotente, quello di Gesù. Non è facile. Devi cambiare stile di vita, che non significa, non andare più al McDonald’s o al cinema, ma guardare la gente con gli occhi di Dio come fece San Francesco con i lebbrosi. Tutto questo è meraviglioso. Se non avessi seguito le lezioni di Duri, non avrei capito quanto siano importanti i santi nella nostra vita, che fino a ieri sottovalutavo. C’è bisogno di uomini e di donne come loro, con il loro coraggio, in questa società dove la fraternità ed i valori non esistono più, solo violenza e invidia. Non arrendetevi, anche se ogni giorno Dio ci mette a dura prova, non facciamo il gioco di Satana.

     Che dire delle prove di canto, divine, del maestro Schiavato, una persona straordinaria, indimenticabile, come la sua voce, i suoi gesti e la sua direzione. Un’altra lectio magistralis, quella del maestro Marina Mungai, la quale introduce la sua lezione con l’intervallo del cuore, che è stato anche quello del mio cuore, un intervallo dalla schizofrenica routine. Con Marina comprendi che la musica è come una lingua materna, quella che la mamma insegna ai propri figli, senti la pulsazione di ogni suono nel tuo corpo e nella tua mente, con lei la musica è indescrivibile, ma organizzata in ogni membro del corpo. Ogni ritmo è espressione della tua anima e della tua fantasia.

      Alla Domus Aurea la presenza di Gesù è palpabile ogni giorno, a volte non è interpretabile, la liturgia trasformata in canto è sublime, l’ambiente spirituale, allegro e di condivisione, ti consente di trovare le risposte che cercavi da tempo. È l’abate benedettino Dom Bruno Marin a dare la risposta ad alcune mie domande…Lo stesso chiarisce la differenza tra compiere una buona azione e credere in Dio, che significa annullarsi come fecero i santi. E poi, Dom Bruno ti rassicura sul fatto che Dio sa di cosa abbiamo bisogno per la nostra crescita e si manifesta in mille modi, anche in una lacrima.

      Non vi è stato un solo sentimento aspro nelle tre giornate che ho trascorso con le Figlie della Chiesa, con la sapiente Suor Guglielmina, la gioiosa Suor Katia e l’organizzata suor Anna. Grazie alla loro campanella che suona non solo nei momenti di incontro con Gesù, ma anche per annunciare l’ora del pranzo e della cena, tutto prende un ritmo perfetto. Il confronto sincero e lo scambio di se stessi con gli altri, ti permettono di aprirti a Lui fino a rinunciare ad una passeggiata nella città eterna (Caput mundi!), ti basta visitare la Basilica di San Pietro con una guida un po’ confusa, in una giornata di sole, e pregare davanti la tomba di papa Wojtyla, per riscoprire il tuo Spirito che in fondo non è così lontano da Gesù, basta cercarLo con tutta te stessa, con amore e con tanta forza.

     Il mio augurio è che ognuno possa abbeverarsi ad unica fonte, (non mi ripeto), è l’unica a “scandalizzarti”, a colpirti nel cuore e nell’anima. Provateci.

 

 

                                    Kety Galati


Allegati:

Apertura Causa Beatificazione di P. Ludovico Polat

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