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Omelia del Vescovo nella Solennità dell’Annunciazione del Signore

“26 [In quel tempo], nel sesto mese,
l’angelo Gabriele fu mandato da Dio
in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
27 a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide,
di nome Giuseppe, la vergine si chiamava Maria”.
 
Vergine e Madre, Maria,
ci hai concesso lo scorso anno,
nel clima gioioso della Pasqua,
di starcene in angolino della tua casa a Nazareth,
Maestra nell’introdurci all’agire di Dio
e alla nostra corrispondenza docile e serena.
 
Avevamo promesso di farti visita
durante il Pellegrinaggio Diocesano in Terra Santa.
Abbiamo mantenuto la promessa,
sostando per due giorni
nei luoghi che ti hanno visto venire alla luce
per dare un giorno al mondo la Luce;
crescere, per sperimentare la pazienza lunga dello sviluppo fisico e spirituale
e sostenere un giorno la crescita
del Regno, frutto permanente di amore del tuo Gesù,
vivervi da mamma e da sposa, con l’ineffabile e grande Giuseppe,
come modello santo di ogni famiglia, nata in Dio.
 
[…]

 

X Francesco Milito


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