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11/Nov/16

L’auditorium della Casa del Laicato di Gioia Tauro ospita il Convegno “Legalità, fede e sport. Giustizia e Misericordia”

Legalità, fede e sport. Giustizia e misericordia. E’ stato questo il tema trattato all’incontro che ha avuto luogo martedì 8 novembre alle ore 18.30 presso l’auditorium della “Casa del Laicato” in Gioia Tauro.

All’evento, organizzato da don Gaudioso Mercuri e dall’ ASD Saint Michel [di cui è presidente], hanno preso parte il Vicario generale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Acquaro, il sindaco della città, dott. Giuseppe Pedà, il dott. Minniti, magistrato del Tribunale di Palmi, il dott. Giuseppe Silvaggio, grafologo forense. Moderatrice dell’incontro è stata la dott.ssa Maria Rosaria Tomas.

Il tema oggetto dell’evento, non ha riguardato una «mera disquisizione dotta tra diritto e vangelo – come ben ha sottolineato don Gaudioso  – ma piuttosto ha voluto rappresentare un tema che fa riferimento a realtà esistenziali che riguardano  tutti e ciascuno di  noi e come uomini e come cristiani che vivono questa realtà, vivono questi contesti non volendosi e non potendosi rassegnare».

In apertura è stato proiettato un filmato il quale ha riassunto alcuni momenti fondamentali del percorso fino ad oggi compiuto dalla Saint Michel.

Don Gaudioso Mercuri, nel prendere la parola, ha ringraziato tutti i presenti: le Forze dell’Ordine tutte,  le associazioni culturali e di volontariato e quanti hanno scelto di partecipare all’evento. Nel suo intervento ha chiaramente lanciato un messaggio di speranza ai giovani del nostro territorio esortandoli a voler “scendere in campo” da «combattenti non rassegnati, da testimoni attivi , intraprendenti e coraggiosi».

La Saint Michel, infatti, vuole offrire ai  giovani la possibilità concreta di poter “cambiare direzione” in un contesto affatto facile da vivere. E lo fa attraverso lo sport, il calcio, che diviene trasmissione di fede e legalità. «Lo sport – ha detto don Gaudioso – è uno spazio di crescita umana e spirituale, dove si riflettono valori come l’amicizia, la lealtà, la correttezza, l’onestà, la comprensione, la condivisione, la pazienza, il sacrificio, il perdono, il senso di responsabilità e l’umiltà di saper accettare le sconfitte. Questa nostra realtà sportiva e sociale – ha continuato il Presidente – costituisce un’alternativa alla pratica giovanile drammaticamente diffusa dell’affiliazione criminale o del ripiego verso forme autodistruttive come droga e alcol».

Misericordia e giustizia che possono sembrare due realtà inconciliabili, forse anche l’una all’opposto dell’altra in realtà non lo sono. «Entrambe – ha fatto notare don Gaudioso – hanno ragioni evangeliche. La misericordia in un certo qual modo integra la giustizia, la riavvolge di nuova luce, la ispira e la supporta come manifestazione dell’amore. pertanto nella visione cristiana, ordo iustitiae e ordo amoris si compenetrano nel ricomporre l’armonia turbata dalle vicende di questa vita e di questo mondo».

Don Gaudioso ha poi voluto condividere con i presenti ciò che il Santo Padre gli ha detto durante il loro ultimo incontro proprio riguardo agli ostacoli posti dall’uomo contro chi vive in rettitudine. Papa Francesco ha detto: «ricorda sempre, ciò che viene da Dio è ostacolato dall’uomo che vive senza Dio, il Signore benedice chi agisce con Giustizia».

Nel suo incisivo intervento, il sindaco di Gioia Tauro che nutre grande interesse ed attenzione per le iniziative nel sociale, ha ribadito il proprio sostegno alla squadra alla quale ha provveduto di recente ad assegnare una sede auspicando altresì che «l’evangelizzazione possa spingersi verso le periferie», laddove ha annunciato la prossima realizzazione di aree di playground per i giovani della città.

Il Dirigente, Avv. Antonino Coppola, Responsabile della Disciplina ha provveduto ad illustrare dettagliatamente, spiegando motivazione, origini, struttura e regolamento, il progetto della squadra con un ulteriore riferimento agli eventi più rilevanti della precedente stagione calcistica ed ai relativi riconoscimenti ricevuti. Rispetto al futuro del progetto il Responsabile ha fatto accenno alla volontà di costituire una Onlus con personalità giuridica che vada oltre la squadra di calcio e possa offrire ulteriori possibilità ai giovani della Piana.

Il dott. Silvaggio ha anche lui rimarcato quanto dalla sua esperienza professionale facile sia oggi cadere nell’illegalità ed ha ritenuto importante la presenza dei giovani della Saint Michel che rappresentano , a suo dire, un vanto di questo territorio ed ai quali ha rivolto l’invito di voler essere in qualche modo testimoni del rispetto delle regole oltre che del cacio anche di quelle civili, sociali e religiose.

Il Dott. Minniti, ha fatto presente che oggi si parla tanto e forse troppo di legalità tanto che come si legge in Ecclesiaste, «tutte le parole sono ormai logore». Convinto che il compito dell’educazione civica ricada sulla scuola, il dott. Minniti, rimarca la necessità che i ragazzi oggi hanno  e devono   avere dei  modelli di riferimento, che di fatto sono: i genitori, la scuola  e quelle figure di spicco che accompagnano le loro vite. «Attraverso di essi i giovani dovrebbero ricevere la prima formazione al senso civico. L’educazione civica, che è stata materia di insegnamento nelle scuole fino agli anni ’90, forniva ai ragazzi dalle scuole medie in su i primi elementi formativi per essere buoni cittadini, elettori, lavoratori. Questa disciplina allora abolita, è stata reintrodotta nelle scuole nel 2011 con la dizione di “Cittadinanza e Costituzione” divenendo una sorta di calderone all’interno del quale sono state inserite l’educazione ambientale, stradale, sanitaria, quella alimentare e la Costituzione Italiana! Non possiamo quindi meravigliarci se oggi la maggior parte dei nostri giovani non conosce gli articoli principali che regolano il nostro vivere comune.»

Il dott. Minniti nella sua relazione ha tenuto a precisare anzitutto quanto legalità e diritto siano due cose diverse dalla misericordia. Si è poi soffermato nella spiegazione del concetto di giustizia avvalendosi di quanto dicevano i romani con grande semplicità. «Essi infatti – spiega il Giudice – sostenevano che giustizia era “riconoscere a ciascuno il suo” ed ancor più approfonditamente Ulpiano ci  dice che ciò significa vivere onestamente e non danneggiare gli altri. Certamente è difficile mettere tutto ciò in pratica ed è qui che si inserisce l’importanza del diritto». Citando l’Antigone di Sofocle, il dott. Minniti ha ben chiarito la differenza tra diritto e misericordia. La misericordia arriva e si inserisce nel diritto che però comunque deve fare il suo corso. «Oggi vige una giustizia riparativa – ha detto il Giudice – piuttosto che punire si preferisce riparare all’infrazione commessa. Un esempio di come ciò avvenga ci viene dall’Istituto che è stato introdotto lo scorso anno, quello cioè della “messa alla prova”. E qui che scatta la misericordia. che è un qualcosa di molto soggettivo, miserere cordis significa infatti perdonare con il cuore». Il dottor Minniti ha concluso volendo lasciare un messaggio forte ai giovani presenti e non solo e lo ha fatto utilizzando una citazione pirandelliana che dice «è facile essere eroi, è più difficile essere gentiluomini! Questa è certamente una virtù che va esercitata quotidianamente nel nostro vivere comune e che fa di ognuno di noi persone oneste e veri signori».

Il capitano della squadra, Domenico Lanza ha in ultimo portato la propria testimonianza parlando anche a nome della stessa. Il capitano ha detto: «Questo progetto mi ha cambiato la vita come giocatore, come persona, mi ha cambiato tutto, mi ha cambiato nel modo di fare calcio ma particolarmente nella vita. Noi vogliamo che il nostro comportamento in campo sia il nostro comportamento anche nella vita. Diversamente non potrebbe essere. Non saremmo da esempio a niente e a nessuno».

In conclusione, il Vicario generale della Diocesi di Oppido don Giuseppe Acquaro, si è rivolto ai giovani della squadra definendoli la “primavera della Chiesa” incoraggiandoli ad andare avanti e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Come uomo di Chiesa, don Giuseppe ha raccontato di aver confessato numerose volte alcuni uomini di legge ai quali ha sempre detto di essere giusti nel giudicare, ma senza accanimento

 

inviato dalla Dirigenza dell’ASD Saint Michel


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