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Nello stemma del Vescovo Nostro, la palma che allude alla città di Palmi

La solenne celebrazione per l’inizio del ministero pastorale del Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea è prevista per domani, sabato 2 ottobre, nella Basilica Cattedrale di Mileto, ma il nuovo vescovo della Diocesi, monsignor Attilio Nostro è già molto amato dal suo popolo che ritrova nel proprio Pastore quell’entusiasmo necessario per vivere un cammino di fede autentica.

Mons. Attilio Nostro è stato ordinato vescovo solo una settimana fa, sabato 25 settembre nella basilica romana di San Giovanni in Laterano. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato il cardinale vicario di Papa Francesco Angelo De Donatis, affiancato dall’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova mons. Fortunato Morrone, dall’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e vescovo di Fabriano-Matelica mons. Francesco Massara, dal vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva, che è stato l’amministratore apostolico della diocesi dalle dimissioni di Mons. Luigi Renzo, e da numerosi altri vescovi provenienti da varie diocesi d’Italia, tra cui anche il nostro Vescovo mons. Francesco Milito, Vescovo di Oppido – Palmi, in qualità di vice presidente della Cec, ma anche per il legame del nuovo Vescovo con la nostra diocesi. È Palmi infatti la città in cui è nato mons. Attilio Nostro e a Palmi ha dedicato le sue prime parole da vescovo.

«Saluto la mia amatissima Palmi. Lì è nata la mia vocazione, quella vita nuova che oggi trova nuova espressione attraverso il sacramento dell’episcopato». Sono state le prime parole da vescovo pronunciate da monsignor Nostro, fino a qualche settimana fa sacerdote del clero di Roma, dove si era trasferito 36 anni fa con la sua famiglia.

E Palmi sarà sempre presente nel suo episcopato, tanto da inserire nello stemma vescovile (che è caratterizzato da un insieme di elementi simbolici che da un lato richiamano le sue origini e dall’altro sono un riferimento alla sua missione episcopale) una palma che allude proprio alla città di Palmi.

Mons. Milito alla nomina del nuovo presule ha scritto in una nota «Il “Nostro”, infatti, è anche “nostro” perché nativo di Palmi, Parrocchia “San Nicola”, che ha frequentato fino alle Scuole Superiori. A Mons. Attilio esprimiamo da subito la gioia della Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi sia per essergli stata madre nella fede, con le primizie sacramentali, sia per i legami tra le due Chiese limitrofe e sorelle. Gli assicuriamo da subito il ricordo orante, in modo speciale con una intenzione particolare nella Preghiera dei fedeli domenica prossima in tutte le Chiese e le Parrocchie della Diocesi, mentre pregustiamo – concludeva il nostro Vescovo – il giorno della sua ordinazione episcopale e di una solenne concelebrazione tra noi appena sarà possibile concordare data e luogo».

Una rappresentanza di Palmi è attesa domani a Mileto, tra cui anche don Silvio Mesiti che in un’intervista su Tv2000 diceva: «Sono convinto che per un sacerdote avere dei figli spirituali che arrivino al sacerdozio sia veramente un grande dono di Dio e della provvidenza e credo che la presenza di Attilio nella nostra parrocchia sia stata una pietra miliare».

E questo suo legame fraterno con don Silvio, cappellano del carcere di Palmi, è stato evidente anche nel gesto che il Vescovo Nostro ha voluto fare oggi, appena arrivato in quella che da domani sarà ufficialmente la sua diocesi. È stata infatti una visita al carcere di Vibo Valentia la prima attività pubblica del nuovo vescovo che ha toccato il cuore dei detenuti e del personale del penitenziario. Ad accoglierlo questa mattina all’ingresso la direttrice Angela Marcello e il comandante dirigente Salvatore Conti. Quindi la visita nei locali della falegnameria, dove i detenuti hanno fabbricato una croce in legno che hanno poi donato al vescovo.

Ufficio per le Comunicazioni Sociali

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