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“Dante, Pellegrino del cielo”, omaggio al Sommo Poeta da parte del Club Serra Oppido Mamertina-Palmi

Presso l’aula magna del Liceo Classico Ginnasio S. Paolo di Oppido Mamertina, alla presenza di docenti, membri del Club Serra, diversi ospiti ed alunni del Liceo Classico, in data 11 Ottobre 2021 si è tenuto il convegno “Dante, pellegrino del cielo”. L’evento, organizzato dal Club Serra Oppido M.-Palmi, ha voluto proporre, in occasione del VII Centenario della morte del Sommo Poeta Dante Alighieri, una lettura e critica analisi di diversi canti dell’Opera Dantesca.

Il convegno è inserito all’interno di un più ampio programma annuale che vede il Club Serra di Oppido Mamertina-Palmi impegnato nel raggiungimento di nobili obbiettivi, quali promuovere nella società la tradizione e la cultura cristiana e sostenere le vocazioni religiose.

Il Sommo Poeta il Grande Poeta, il più grande di tutti tempi. Dante è un uomo fortissimo, conosce la filosofia, la scienza, la storia. Sa coniugare la realtà con la fantasia, storie fantastiche mastraordinariamente reali, qui sta la grandezza di Dante Alighieri” così si esprime la prof.ssa Maria Aurora Placanica, preside del Liceo Classico Ginnasio San Paolo che ha calorosamente ospitato l’evento.

Dopo l’intervento della prof.ssa Maria Aurora Placanica, ha introdotto e coordinato il convegno la dott.ssa Antonietta Bonarrigo, Presidente del Club Serra Oppido Mamertina-Palmi, descrivendo nel dettaglio evoluzione, scopo e finalità dello stesso  Club che, partendo dagli Stati Uniti d’America, è giunto fino in Europa. “Il Club Serra ha un impegno particolare nei confronti dei seminari e dei seminaristi. È questa la nostra destinazione di impegno con la nascita di questo Club. Con tanti sacrifici, causati anche dalla pandemia da COVID-19, Siamo riusciti il 21 luglio di quest’anno ad inaugurare la nascita del Club Serra Oppido Mamertina-Palmi

La dott.ssa Bonarrigo,  successivamente, si è soffermata su una analisi  della Lettera Apostolica Condor Lucis Aeternae, con la quale il Santo Padre Francesco, in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri, ha voluto omaggiare il Sommo Poeta “In questo particolare momento storico, segnato da molte ombre, da situazioni che degradano l’umanità, da una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro, la figura di Dante, profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino. Può aiutarci ad avanzare con serenità e coraggio nel pellegrinaggio della vita e della fede che tutti siamo chiamati a compiere, finché il nostro cuore non avrà trovato la vera pace e la vera gioia, finché non arriveremo alla meta ultima di tutta l’umanità, «l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

La Dottoressa Bonarrigo ricorda come la Lettera Apostolica del Pontefice non è l’unica opera di elogio al Sommo Poeta. Nel corso dei secoli, difatti, diversi Pontefici, in occasione di particolari ricorrenze, hanno voluto omaggiare Dante attraverso proprie opere. Papa Benedetto XV, nel 1921, in occasione del sesto centenario della morte del poeta ha emanato l’Enciclica “In praeclara summorum” “Mai, forse, come oggi fu posta in tanta luce la singolare grandezza di questo uomo, mentre non solo l’Italia, giustamente orgogliosa di avergli dato i natali, ma tutte le nazioni civili, per mezzo di appositi comitati di dotti, si accingono a solennizzarne la memoria, affinché questo eccelso genio, che è vanto e decoro dell’umanità, venga onorato dal mondo intero”. Mentre Paolo VI, nel 1965, in onore dei 700 anni dalla nascita del Poeta, pubblica la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Altissimi Cantus”, secondo la quale “il nome di Dante, che dovunque sulla terra rimane e sempre rimarrà aureolato di fama di gloria immortale, ora, quasi fiaccola posta su più alto luogo, più lucenti lancia i suoi raggi”.

Successivamente la parola è passata alla prof.ssa Francesca Chirico, docente di lettere, giornalista e scrittrice, in qualità di relatrice. Durante la sua esposizione la Prof.ssa ha ripercorso il cammino di Dante, analizzando in maniera critica diversi canti dell’Inferno (I-III-XXVI) del Purgatorio (I-IV) e del Paradiso (I).

La prof.ssa descrive le difficoltà nell’approcciarsi al Sommo Poeta “Parlare di Dante è sempre impresa impegnativa perché si ha la responsabilità di comunicare una grandezza monumentale cercando di schivare due scogli pericolosi: la banalizzazione, con un eccesso di semplificazione  che tradisce il messaggio dantesco è l’oscurità della eccessiva analisi che, al contrario, non lo fa arrivare
Seguendo quanto affermato dal Sommo Pontefice Francesco nella sua Esortazione Apostolica la prof.ssa invita ad approcciarsi alla Divina Commedia come se fosse un “viaggio verso la felicità”. Il cammino di Dante, iniziato dalla selva oscura e culminato con il raggiungimento del paradiso descrive il difficile cammino della persona umana che durante la sua vita, incontra difficoltà di ogni genere per il raggiungimento della felicità. Il cammino di ognuno di noi è “costellato di errori, paure, dubbi ma alimentato da una insopprimibile fame di cielo. Una fame di cielo che può essere saziata solo dopo un serio processo di autoanalisi e liberazione dagli ostacoli interiori che ci trattengono nella selva delle crisi interiori e dei disorientamenti”.

A conclusione della relazione sono seguite diverse domande poste dagli alunni del Liceo Classico Ginnasio S. Paolo, presenti in sede e partecipi, con forte interesse e curiosità, al momento di formazione.

Ha preso poi la parola S.E. Rev.ma Mons. Francesco Milito che ha rimarcato il cammino che la nostra Chiesa diocesana sta compiendo attraverso il Sinodo Diocesano che ha come titolo “Camminare nella Verità”, ricordando la circostanza che Dante ha iniziato il suo pellegrinaggio il giorno in cui la Chiesa celebra l’Annunciazione di Maria e l’Incarnazione del Verbo di Dio. Successivamente ha sottolineato come gli insegnamenti della Divina commedia siano sempre attuali ed urge come essi debbano giungere ai ragazzi attraverso un linguaggio a loro fruibile “così come Dante ha utilizzato, a sua tempo, la lingua del popolo per farsi comprendere da tutti”. Sua Eccellenza, a conclusione del suo intervento, ha infine proposto ai ragazzi presenti una “sfida”: Reinterpretare in chiave moderna l’Opera Dantesca, cercando di immaginare chi, al giorno d’oggi, Dante avrebbe scelto come ospite dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Gino Gatto

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