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03/Dic/22

Convegno sul tema della “Vocazione” a cura del Serra Club Oppido Mamertina-Palmi

Con un interessante convegno sul tema “Vocazione, dono di Dio: don Vincenzo Tripodi”, il Serra Club Oppido Mamertina Palmi ha celebrato, domenica 27 novembre, la “Giornata della Fondazione Beato Junipero Serra” nella Chiesa Maria SS. Assunta in Delianuova.

L’evento, svolto in collaborazione con l’Associazione Culturale “Mesogaia”, si è aperto con i saluti del Parroco don Emanuele Leuzzi, anche Vicario Episcopale per la Pastorale della nuova Evangelizzazione, che ha manifestato vivo apprezzamento al Club per aver scelto di porre al centro di un tema così importante, quale è quello della vocazione religiosa, le figure del tropeano don Francesco Mottola e del deliese don Vincenzo Tripodi.

Il Sindaco Domenico Licastro, nel suo saluto, ha reso nota la decisione dell’Amministrazione Comunale, presente al convegno anche con il Vice Sindaco Giuseppe Federico e l’Assessore Maria Rosa De Marte, di intitolare a don Vincenzo Tripodi la piazzetta antistante al complesso ecclesiale di Sant’Elia, dove egli aveva vissuto ed operato; la notizia è stata accolta da tutti con gioia e caloroso consenso.

A sua volta, la presidente Antonietta Bonarrigo, nel porgere il saluto a nome del Serra club e dell’Associazione Mesogaia, ha sottolineato come “don Vincenzo Tripodi sia stata una figura importante per aver contribuito in modo significativo, con il pensiero e l’impegno, l’operato e la testimonianza di vita, ad elevare e a migliorare il territorio; determinante per la crescita religiosa, morale e civile soprattutto della comunità deliese, avendo proposto ed attuato scelte innovative e coraggiose, quasi profetiche, tese a riscoprire un modo diverso di vivere la Fede, aiutando le famiglie, gli adulti ed intere generazioni di giovani a guardare e volare alto.

Un uomo e un prete moderno che, anche con il trascorrere degli anni, si è posto sempre alla ricerca di una dimensione religiosa che fosse coerente con la sua visione di un cristianesimo incarnato nel Vangelo e nel mistero eucaristico”.

Si è quindi soffermata ad illustrare “Gli scopi e le attività della Fondazione J. Serra” dopo aver brevemente ripercorso la storia del Serra International e la sua espansione nei vari Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

La Fondazione, ente ecclesiastico dotato di personalità giuridica, si occupa di svolgere, in tutto il territorio italiano, attività dirette a: favorire l’istruzione religiosa dei giovani che abbiano avvertito la vocazione religiosa, con attenzione per i meritevoli e per coloro che hanno difficoltà economiche, attraverso l’erogazione di borse di studio a favore di Seminari e Noviziati; dare assistenza logistica e offerta di supporti didattici a corsi di aggiornamento sul problema vocazionale, organizzati dalle Diocesi Italiane; fornire aiuto ai sacerdoti e ai religiosi che per ragioni di età, salute o altro incontrino difficoltà nello svolgimento del proprio ministero.

E’ seguito l’intervento di don Francesco Sicari, Fratello Maggiore degli Oblati del Sacro Cuore, che ha trattato il tema de “La vocazione religiosa nel pensiero del Beato don Francesco Mottola”, nato nel 1901 a Tropea (RC), dove visse e morì nel 1969, beatificato il 10 ottobre 2021 nella Concattedrale della stessa città in cui oggi riposano i suoi resti mortali.

Il relatore, nel tratteggiare la profonda spiritualità di don Mottola, tra l’altro, docente, conferenziere, predicatore, fondatore e direttore della rivista “Parva favilla”, ha riportato quanto Egli scriveva sulla vocazione: “ E’ la voce di 20 secoli or sono, la voce di ieri, di oggi e sempre. Sulle rive del lago una voce dolcissima e tremenda chiama. E’ dolcissima ed è tremenda, perché esige tutto da coloro che chiama alla verginità apostolica, “è una voce che non dà scampo”. “Sogno per la mia terra di Calabria e la sogno come la terra sperimentale del cristianesimo perfetto, e l’avremo quando qui in Calabria, ci sarà una vampa sacerdotale coronata da un alone bianco e ardente di vergini”.

Don Sicari nell’intervento ha ricordato come “nel suo cuore si facesse strada quella che poi diventerà concretamente la famiglia del Beato, gli Oblati e le Oblate del Sacro Cuore chiamate a realizzare la particolare vocazione di certosini e carmelitane della strada. Questa intuizione vocazionale del Beato tropeano voleva affermare e sottolineare con forza che nella Chiesa non ci può essere azione senza contemplazione, essendo la contemplazione la sorgente autentica di ogni azione sacerdotale e di ogni anima consacrata”. Scriveva infatti don Mottola: “Mi pare assurdo l’apostolato senza la vita interiore. Un corso d’acqua, quando si stacca dalla sorgente non feconda più, diviene palude”.

Don Sicari, al termine, ha donato alla parrocchia una reliquia del Beato don Mottola, gesto che ha visibilmente commosso tutti.

Il dr. Raffaele Leuzzi, oculista e scrittore, autore della biografia “Don Vincenzo Tripodi”, per le Edizioni Diocesane Oppido Mamertina-Palmi, con la prefazione del Vescovo Mons. Francesco Milito, ha relazionato sulla figura del sacerdote deliese nel decennale della scomparsa, sulla formazione avviata presso il Seminario Vescovile di Oppido Mamertina e proseguita nel Seminario San Pio X di Catanzaro dove ebbe modo di incontrare grandi personalità, soprattutto don Francesco Mottola, guida costante per il suo sacerdozio, di cui rimangono numerose lettere, in parte riportate nel libro.

La sua ansia pastorale lo portò negli anni a ricercare esperienze ecclesiali nuove da trasferire nella sua parrocchia, quali la Comunità di Nomadelfia di Don Zeno, l’Isolotto di Don Mazzi, che tuttavia non ebbero modo di attecchire, come invece poi avvenne con il Cammino Neocatecumenale di Kiko Arguello; infatti, nel 1972, nacque a Delianuova la prima Comunità Neocatecumenale della Calabria, da cui partì un intenso lavoro di divulgazione in varie altre realtà parrocchiali.

Don Tripodi morì quasi centenario nel rimpianto generale, ma rimanendo vivo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e avuto come guida spirituale.

Il Vescovo Mons. Milito, prefattore del libro di Leuzzi, nel suo intervento ha ricordato l’unico toccante incontro avuto con don Vincenzo Tripodi pochi giorni prima della morte e le esequie da lui celebrate di fronte ad una moltitudine di persone; ha quindi proposto un ampio contributo di riflessioni sull’importanza delle vocazioni oggi, quelle che illuminano la Chiesa ed aiutano a crescere nella fede, invitando tutti a lasciarsi ispirare dai grandi sacerdoti come don Francesco Mottola, faro della Chiesa di Calabria, e don Vincenzo Tripodi, suo figlio spirituale, esempio permanente della Chiesa diocesana.

Il Vescovo, rilevando inoltre l’attuale periodo come povero di vocazioni sacerdotali, ha chiesto di pregare perché il Signore mandi santi sacerdoti nella sua Chiesa e, soprattutto in questo periodo di Avvento, ha invitato i fedeli a prepararsi, in operoso silenzio e vigilante attesa, alla venuta del Signore nell’attuale quotidiana dolente umanità.

Al termine, la solenne concelebrazione liturgica, presieduta dal Vescovo, ha visto tutti raccolti nella preghiera comunitaria con la quale si è chiuso l’importante convegno.

Antonietta Bonarrigo

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