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18/Dic/22

Betlemme è qui… Santa Messa con i detenuti del carcere di Palmi.

Chiudiamo gli occhi e pensiamo al Natale… Luci, canti, addobbi, cene e pranzo con tavole imbandite, calore familiare, Gesù che nasce in una grotta, pastori, angeli ecc.. ecc.

Questo Natale per noi RS del gruppo scout Delianuova 1 avrà un’emozione e una profondità particolare dovuti all’incontro fatto con chi il Natale lo vivrà al freddo e nella solitudine di una cella: abbiamo ricevuto il dono di poter celebrare Messa con i detenuti del carcere di Palmi grazie al nostro parroco Don Emanuele Leuzzi e al carissimo Don Silvio Mesiti che assieme all’Associazione di Volontariato “Presenza” si spende per la cura spirituale e non solo delle persone recluse. Un sacerdote dal temperamento forte e coraggioso che sa rapportarsi con gli uomini che ha di fronte secondo la legge del Vangelo, che ha per loro parole di speranza e vicinanza, che lotta ogni giorno per loro, perché abbiano riconosciuta la dignità che spetta ad ogni essere umano, anche il più grande dei peccatori come dice lui.

Consegniamo i documenti, veniamo identificati. Lasciamo i telefoni perché non possiamo portarli con noi. Lo sbattere delle porte di ferro che si chiudono al passaggio, le sbarre corrose, le celle anguste e il cortile dove alcuni passeggiano avanti e indietro seguiti dalle guardie dietro i corridoi. Andiamo nella cappella dove animeremo la messa e prendiamo posto aspettando che arrivino: sono ragazzi, sono padri di famiglia, alcuni di statura piccola, altri più robusti. Sono uomini, uomini dagli occhi spenti. Non brilla nei loro occhi la luce della speranza.

Abbiamo portato la chitarra per animare la messa e le note delle canzoni natalizie si diffondono tutto intorno. La parola di Don Emanuele è parola di forza, fede e coraggio: Dio non abbandona, Dio si fa piccolo, nasce per noi e muore peccatore sulla croce per salvare tutti noi; la preghiera deve accompagnarci e darci aiuto anche nelle situazioni più difficili e nei momenti più bui: pregare perché Dio possa servirsi di questa sofferenza per salvarci e salvare chi ci sta vicino. Il passato resta passato, del futuro non abbiamo certezza: il presente deve essere vissuto con pienezza e nella consapevolezza che tutto passa, tutto. Anche la sofferenza più grande, passa.

Le condizioni di chi si trova in carcere sono di grande difficoltà: la privazione della libertà non deve però essere privazione della dignità. Sono uomini che hanno bisogno di umanità, sono uomini che hanno bisogno di sentire che la società li aspetta e li accoglierà al termine della pena. Sono spesso in sovraffollamento e in condizioni di vita precarie.

La nostra presenza, il nostro servizio si è esteso anche alle loro famiglie: abbiamo portato loro dei dolci natalizi e delle cioccolate per i loro figli. Come detto anche da don Silvio, la sofferenza di chi sta in carcere e sofferenza dell’intera famiglia, dei figli, delle mogli e delle persone loro care: a loro va anche il nostro pensiero e la nostra preghiera. Dal canto suo, Don Silvio ci ha detto di aver creato anche una struttura che ospita le famiglie dei detenuti, spesso famiglie che vengono da fuori regione, durante la permanenza per i colloqui.

Sono ragazzi, sono padri di famiglia, sono uomini. Anche per loro Gesù nasce ancora.

Per le strade feste e musiche.. ma Betlemme è qui, per noi quest’anno Betlemme è qui.  Grazie Don Emanuele  e grazie Don Silvio per questa grande testimonianza di vita.

Buona strada Enza Lombardo e tutta la comunità RS del gruppo scout Delianuova 1.

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