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06/Mar/23

MONS. BENIGNO LUIGI PAPA

E’ impossibile riassumere in poche battute l’intenso, profetico e fruttuoso ministero episcopale di mons. Benigno Luigi Papa nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

Nato il 25 agosto 1935 a Spongano (LE), fu ordinato sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 25 marzo 1961. Il 29 settembre 1981    fu nominato vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e fece il suo ingresso in Diocesi il 10 gennaio 1982.

Giovane e dinamico, solidamente fondato sulle Sacre Scritture, sostenuto da saggi e autorevoli collaboratori e incoraggiato dalla benevolenza del Popolo di Dio, il buon presule iniziò subito ad impostare la vita della giovanissima Chiesa della Piana sulle provvidenziali direttive del Concilio Vaticano II, sforzandosi di agire sempre “IN NOME DI CRISTO”, secondo il programma sintetizzato nel suo motto episcopale, posto a sostegno del libro dei Vangeli, decorato con la Croce francescana e le parole del Prologo di Giovanni: “IN PRINCIPIO ERA IL VERBO”.

E proprio guidato dalla luce della Parola di Dio, mons. Papa portò avanti un’opera pastorale dinamica e duratura imperniata su due direttrici principali: la formazione culturale e spirituale dei sacerdoti e la valorizzazione costante e corresponsabile dei laici.

Riaprì e restaurò il Seminario Vescovile; istituì gli Organi collegiali diocesani previsti dalle riforme conciliari: il Consiglio Presbiterale e il Consiglio per gli Affari economici; riordinò e diede nuova vitalità agli Uffici della Curia Vescovile, all’Archivio Storico e alla Biblioteca Diocesana e fondò l’Istituto di Scienze Religiose (1982), approvandone lo Statuto nel 1984.

Con un importante decreto datato 15 giugno 1986, aggregò alla Parrocchia principale di alcuni Comuni le altre chiese parrocchiali aventi ormai un numero esiguo di anime (Lubrichi, Scroforio, Santa Giorgia, Sinopoli inferiore, Plaesano, Tritanti, Galatro, Zurgonadio, Oppido-Abbazia, San Pier Fedele); consacrò la nuova chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola in Gioia Tauro e, il 20 giugno 1988, elevò a Concattedrale la chiesa Matrice di Palmi.

Approvò le Costituzioni e il Direttorio della Pia Unione dei Missionari dell’Evangelizzazione (1982); eresse l’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero (1985) e, conseguentemente, decretò l’estinzione della Mensa Vescovile e di 93 Enti ecclesiastici e prebende ormai desueti.

Compì una Visita pastorale e stese una Relatio ad Limina; indirizzò ai fedeli cinque dense Lettere pastorali; scrisse numerosi ed importanti Messaggi; celebrò le notevoli Settimane bibliche e l’importante Convegno “Riconciliazione cristiana e Comunità degli Uomini della Piana” (19-22 giugno 1985).

Concluse il suo ministero nella nostra Diocesi l’11 maggio 1990 quando fu promosso arcivescovo di Taranto.

Il progetto pastorale di mons. Papa in mezzo a noi fu quello di «costruire una Chiesa compaginata nella carità», individuando nella Riconciliazione «la via alla comunione». Per questo, invitò il suo gregge a «vivere con consapevolezza di fede il Mistero della Chiesa», allo scopo di «fare dei figli di Dio dispersi una Comunità compaginata nella carità, strutturata negli organismi di partecipazione e consapevole di essere in perenne stato di missione».

Per realizzare questo evangelico impegno, egli invitò ad «un doveroso cambiamento di mentalità», sviluppando la Pastorale delle vocazioni e dei ministeri e sostenendo in maniera convinta «la missione insostituibile dei laici per una pastorale di ambiente», particolarmente attraverso la valorizzazione della Famiglia.

Per fare in modo che la Chiesa fosse nella Piana veramente ed efficacemente «a servizio della Comunità degli uomini», insegnò ad avere «amore e rispetto per la Cultura del nostro Popolo», proponendo coraggiosamente e con chiarezza una Cultura alternativa a quella mafiosa:

«I capisaldi fondamentali di questa Cultura alternativa sono i seguenti:

  • di fronte alla cultura mafiosa che si esprime con la prepotenza e la violenza morale e fisica, dobbiamo reagire proponendo la testimonianza e l’educazione ai valori della non violenza e della pace. Secondo le beatitudini evangeliche sono “beati i miti e i pacifici” (Mt 5, 5. 9);
  • di fronte alla cultura mafiosa che si esprime con il facile ricorso all’uccisione di persone non più gradite ritenute pericolose, dobbiamo reagire testimoniando e educando al valore della vita umana, della quale nessuno può disporre perché dono di Dio. A Caino, che aveva ucciso suo fratello Abele, il Signore disse: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo” (Gen 4, 10);
  • di fronte alla cultura mafiosa che si esprime con atteggiamenti ispirati a odio e vendetta, dobbiamo reagire con la testimonianza e l’educazione ai valori dell’amore e del perdono, come ha insegnato Gesù: “Amate i vostri nemici, siate misericordiosi, perdonate vi sarà perdonato” (Lc 6, 35. 36. 37);
  • di fronte alla cultura mafiosa che si esprime con atteggiamenti diffusi di omertà, dobbiamo reagire con la testimonianza dell’educazione ai valori della verità e della libertà, perché “la verità ci farà liberi” (Gv 8, 32);
  • di fronte a una cultura mafiosa che espande le sue ramificazioni nelle strutture istituzionali della pubblica amministrazione e nella vita politica, dobbiamo rispondere con la testimonianza e l’educazione all’esercizio di una professione moralmente corretta e alla pratica della vita politica finalizzata al bene di tutto il Paese;
  • di fronte alla cultura mafiosa che cerca spasmodicamente soltanto gli interessi egoistici di una famiglia o di un gruppo, dobbiamo reagire con la testimonianza e l’educazione ai valori della giustizia e alla ricerca del bene comune».

Ricordando con infinita gratitudine mons. Papa che non ha mai lasciato veramente questa nostra Chiesa ma ha continuato ad amarla e ad accompagnarla con il suo paterno affetto, il suo luminoso magistero e la sua ascoltata preghiera, vogliamo fare nostro il suo sogno per questa Diocesi:

«Una Chiesa serva di Dio e degli uomini: questa è la Chiesa che amo, questa è la Chiesa che intendo servire, questa è la Chiesa che – sono certo – anche voi amate e desiderate servire. Ha ragione un proverbio citato da mons. Mariano Magrassi: “Se sono solo a sognare, il mio rimane solo un sogno; se siamo in molti a sognare, il sogno diventa realtà”».

Sac. Letterio Festa

Direttore Archivio Storico Diocesano


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