venerdì 01 Mar 2024

Dalle Parrocchie

Gioia Tauro: prima tappa della Peregrinatio Mariae dell’effige della Beata Vergine Maria di Polsi nella Diocesi di Oppido Mamertina Palmi

Nell’anima del popolo del sud la devozione per la Santa Vergine occupa da sempre un posto speciale. Dagli operosi centri città ai luoghi più remoti, il culto per la Madonna si erge come un richiamo soave e profondamente intriso di fiducia per quanti confidano nell’amore del Suo materno cuore. In Calabria esiste un posto sublime, che assomiglia tanto ad una piccola scultura plasmata di terra e cielo, un santuario nel cuore della montagna, prossimo alla vetta dell’Aspromonte dove la preghiera diventa un eco forte, intenso ed emozionante: il Santuario della Beata Vergine Maria di Polsi, conosciuta ai più come ” la Madonna della montagna”.

Il cammino spirituale verso Polsi viene percorso ogni anno da migliaia di fedeli, sin dalla fine di agosto e per tutto il mese di settembre, i pellegrini risalgono le strade dell’Aspromonte, dal Tirreno e dallo Jonio per vivere la veglia, fatta di litanie, preghiere, canti e balli, i fedeli fanno a gara per partecipare alle novene, richiedere grazie, fare voti, alzano il proprio figlio fino a sfiorare le vesti di pietra della Madonna, si levano così ogni giorno inni di invocazione e riconoscenza verso la Madre Celeste che ascolta e non delude mai i Suoi figli. In passato si arrivava al santuario a piedi, a dorso di muli e cavalli percorrendo selciati stretti e ripidi, oggi le carovane di pellegrini sono organizzate anche con piccoli autobus che risalgono la montagna al ritmo di canti e preghiere, ma la Madonna stavolta ha voluto raggiungere personalmente i suoi figli e la melodia del Suo peregrinare è partita nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dalla Parrocchia Sant’Ippolito Martire a Gioia Tauro. La statua della Vergine è giunta l’undici aprile ed un caldo sole e la musica dei caratteristici tamburelli ha accompagnato il Suo arrivo, ad accoglierla il Parroco Don Antonio Scordo, le istituzioni presenti ed una folta comunità gioiosa ed emozionata.

Insieme a Don Antonio Scordo hanno presieduto la Santa Messa il rettore del Santuario di Polsi Don Tonino Saraco e il Parroco di San Luca Don Gianluca Longo. Le parole di Don Antonio, un eco di speranza per la città, “la Madonna -dice- è portatrice di gioia e alla Sua protezione si appella questa città a volte spenta e senza sguardo verso il futuro”, una vera grazia che arriva come un segno forte ed allo stesso tempo delicato, perché, come prosegue Don Antonio, “il male fa rumore e il bene è silenzioso”.

Don Tonino Saraco durante l’omelia parla di “conversione, dell’opportunità di cogliere questi giorni al fianco della Madonna come una grazia, un dono della Pasqua che invita a vivere la vita “non ancorati al dolore della croce che impedisce di gioire della luce della Resurrezione ma protesi verso il trionfo della vita”. Momenti densi di emozione anche sulle suggestive parole della procuratrice della Carovana di San Pietro di Caridà Prof.ssa Francesca Moricca che con grande devozione ha organizzato insieme al parroco l’evento e ha invitato i fedeli a viverlo con fervente amore verso la Madonna “il cui occhio vigile ed il conforto non mancano mai su quanti perseverano nel fare affidamento su di Lei”. “Siamo strumenti nelle sue mani”, continua la Prof.ssa Moricca che alla fine della celebrazione dona un dipinto del “Volto della Madonna” realizzato dall’architetto Carmelo Raco, a Don Tonino Saraco. “Ti faccio dono di un ritratto della Madonna di Polsi ma anche del mio amore nei confronti della Madonna”, un ritratto dallo sguardo dolce e narrante che, come espresso dall’artista Carmelo Raco, “ha significato artisticamente non solo riprendere l’immagine visiva figurativa della Madonna, ma cercare di captare e distribuire con sentimento proprio quel lato umano interiore che la caratterizza, animandola e distinguendola”. Un particolare del dipinto, la manina destra appoggiata al cuore della Madonna, il luogo dove sono custodite le preghiere e le speranze di quanti a Lei si affidano.

Il secondo giorno della Peregrinatio Mariae ha coinvolto la popolazione studentesca in un momento religioso che ha assunto grazie ai contributi degli studenti tutto il senso pedagogico e culturale della tradizione mariana. Momenti di lode in musica e parole ai quali i ragazzi della Scuola dell’infanzia San Filippo Neri, le classi quinte della scuola primaria E. Montale e le classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Pentimalli hanno partecipato attivamente e con entusiasmo.

Il terzo ed ultimo giorno, scandito dalla supplica alla Madonna, è terminato con i ringraziamenti di Don Antonio Scordo al Rettore del Santuario, al Parroco di Polsi ed alla Procuratrice della Carovana di San Pietro di Caridà, emozioni che hanno trovato viva esaltazione in una fede comunitaria accesa: voci decise, talvolta rotte dalle lacrime, melodie di speranza e fiducia si elevano tra i volti in piazza Duomo, la statua della Madonna percorre la navata, il Suo viaggio deve proseguire, una moltitudine di persone sventolano i loro fazzoletti bianchi e azzurri, gli occhi lucidi, il cuore che batte e un canto all’ unisono che fa’:

“𝑬 𝒋𝒆𝒖 𝒏𝒐’ 𝒎𝒊 𝒎𝒐𝒗𝒖 𝒅𝒊 𝒄𝒄𝒂

𝒔𝒆 𝒍𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒂 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒏𝒐’ 𝒎𝒊 𝒇𝒂:

𝒇𝒂𝒄𝒊𝒕𝒊𝒎𝒎𝒊𝒍𝒍𝒂 𝑴𝒂𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒎𝒊𝒂,

𝒇𝒂𝒄𝒊𝒕𝒊𝒎𝒎𝒊𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒆’ 𝒄𝒂𝒓𝒊𝒕𝒂̀ “

Devozione religiosa, fede e fiducia, speranza che arde come fiamma infuocata nell’ animo di tutti quelli che consegnano con la preghiera al cielo un pezzo di sé. La Madonna è tutto questo e molto di più e le parole sono così riduttive per descriverla che solo pensarla con il cuore d’ un figlio può rendere l’idea del dolce e grande dono universale di questa “ammirabile e preziosa Madre”.

Lina Maiolo

 

 

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