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28/Apr/24

L’equipe diocesana di Pastorale per la Famiglia alla XXV Settimana Nazionale di Studi sulla Spiritualità Coniugale e Familiare

DI FRONTE ALL’ALTRO” – Sposi e Presbiteri insieme discepoli missionari.

Dal 25 al 28 aprile c.a. Palermo è stata teatro di un grande incontro di formazione e studio per le famiglie che si occupano di Pastorale familiare sul territorio nazionale. Le diocesi di tutta Italia hanno inviato i membri delle loro équipe del suddetto ufficio, ca 450 tra presbiteri e famiglie, per discernere sul tema oggi sempre più emergente: “Di fronte all’altro” – Sposi e Presbiteri insieme discepoli missionari”.

La nostra Diocesi è stata rappresentata dal Direttore don Antonello Messina e da due coppie dell’équipe di pastorale familiare. Al centro dei lavori dell’intera settimana di studio troviamo la coppia cristiana: Aquila e Priscilla che, vivevano la dimensione della Chiesa domestica, nell’accoglienza nella loro casa, di Paolo di Tarso, con il quale condividevano il mestiere di costruttori di tende. Questa settimana di studio si è articolata in modo tale da avere una chiave di lettura della storia di questi grandi martiri, attraverso le interessantissime Lectio, tenute da diversi Vescovi provenienti dalle diocesi siciliane insieme a varie coppie responsabili degli uffici di Pastorale della Famiglia della Sicilia. Tali lectio fungevano da apertura dei lavori della mattina e del pomeriggio ed erano inseriti all’interno della preghiera iniziale. Tali martiri poi sono stati paragonati a quelli odierni uccisi dalla mafia.

Il primo giorno il Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia Padre Marco Vianelli ofm, che ha presentato il progetto del convegno, ha fatto riflettere sugli argomenti trattati negli incontri nazionali precedenti e quanto emerso dalle loro riflessioni, facendo entrare i convenuti nel vivo dei lavori. Si è potuto assaporare la vita di questi due coniugi Aquila e Priscilla che lasciando Roma nel 40 d.c. per la persecuzione dei Giudei per mano dell’imperatore Claudio sono giunti a Corinto dove da lì a poco tempo hanno cominciato a evangelizzare insieme a Paolo e dove hanno poi anche accolto Apollo guidandolo alla scoperta della fede. Un modello da imitare nelle nostre diocesi, già che gli stessi non solo avevano aperto la porta all’apostolo, ma la loro casa era diventata luogo di accoglienza dell’intera comunità per la celebrazione eucaristica. Le lectio si sono alternate alle varie relazioni che hanno fatto meditare i convenuti, sulla collaborazione tra ministero ordinato e ministero vocazionale regale battesimale che chiama i laici ad impegnarsi attivamente nella Chiesa.

Questi ultimi investiti dalle loro competenze maturate grazie ai carismi, da un lato direttamente effusi dallo Spirito Santo, dall’altro da una feconda formazione, dovrebbero mettersi al servizio della comunità. L’altro caposaldo al centro del convegno è stata la vita dei martiri siciliani, del Giudice Livatino e di Don Puglisi, di cui le reliquie sono state esposte nella sala conferenza, alla presenza di tutti i convegnisti e la vita del Giudice Borsellino, illustrata dalla figlia che ha narrato episodi di esperienze familiari vissuti con il padre all’insegna della fede, nonché accenni di vita sulla lotta ferrea per la giustizia e contro la mafia ad opera del Generale Della Chiesa e del giudice Falcone Giovanni entrambi morti insieme alle loro spose.

I convenuti si sono ritrovati a lavorare a gruppi di otto su schede personali, permettendo così a ciascuno di meditare sui punti emergenti trattati e sulle future progettazioni di pastorale familiare.  La famiglia deve riprendere il posto di soggetto pastorale all’interno della Chiesa, ospedale da campo,  e ri-generarsi, grazie all’iniziazione cristiana, alla vita di fede, per creare unità e stabilire un progetto educativo unificante ecclesiale. Il messaggio dunque è che la pastorale familiare, famiglia di famiglie, da grembo generativo e accogliente all’interno di ogni comunità, deve essere aperta all’ascolto e stabilire quell’intimità della relazione con Dio e a sua volta con l’altro, che riflette nel cuore proprio come faro nella notte.