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11/Set/14

Immissione canonica dei nuovi parroci/1 – don Nino Larocca nella parrocchia S. Teodoro M. in Rizziconi

     Una Chiesa festante ha accolto la sera del 1° settembre a Rizziconi nella solenne concelebrazione eucaristica in presenza di numerosi sacerdoti e diaconi, Sua Ecc.za Mons. Francesco Milito e don Nino Larocca, per la sua immissione canonica come Parroco della Parrocchia S. Teodoro Martire a seguito delle dimissioni di don Benedetto Ciardullo presentate nel gennaio di quest’anno.

     Don Benedetto ha retto la Parrocchia per quarant’anni e a lui il Vescovo ha rivolto parole di ringraziamento per questi anni spesi nell’umile servizio di Parroco chiedendo al Signore di continuargli a dare quelle energie e quello spirito di intraprendenza che lo ha sempre contraddistinto. Ma una nuova immissione canonica non è sempre casuale, ma come sottolineato anche nel Decreto di Nomina poi ripreso nell’Omelia, il Vescovo ha motivato la scelta con la necessità di dare nuovo impulso alla vita della Parrocchia soprattutto nella prospettiva della nuova evangelizzazione.

     A salutare tutti gli intervenuti e  il Vescovo ringraziandolo per le sue premure di padre e pastore della Chiesa e per il dono del nuovo parroco,   il diacono della Parrocchia Cecè Caruso, che, dando il benvenuto a don Nino, ha espresso i sentimenti di gioia e di riconoscenza al Signore per la sua nomina a Parroco, indicando alcuni dei possibili ambiti della sua azione pastorale, soprattutto in vista della realizzazione della comunione e dell’unità tra le parrocchie di Rizziconi e di Drosi, di cui don Nino è già Parroco. E poi don Nino che nel suo breve intervento di saluto alla comunità ha indicato le linee guida della sua cura pastorale, che sarà rivolto soprattutto alla realizzazione della comunione e della presenza soprattutto nelle periferie dell’esistenza, secondo un’espressione cara a papa Francesco, con l’attenzione ai poveri e alle persone in difficoltà.

     Il Vescovo nella sua omelia, parafrasando il brano del Vangelo del giorno Lc 4,16-30, ha detto che gli occhi di Rizziconi sono in questo momento fissati su don Nino, come gli occhi della Chiesa sono fissati su Rizziconi dove è necessario che quello che nel vangelo Gesù applica alla sua persona – annunciare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione  ai ciechi la vista e così via –  venga attualizzato da don Nino nella sua nuova Parrocchia.

     Il Vescovo si è poi chiesto che cosa c’è bisogno a Rizziconi per rendere operante la consegna di questo Vangelo, indicando poi tre punti portanti: che Rizziconi diventi nella cura pastorale una comunità aperta a tutti i membri, che venga realizzata la missionarietà della Chiesa locale, e infine lavorare molto perche la religiosità popolare venga purificata, perché la purezza della fede è l’unica arma vittoriosa sulla realtà del male. Sua Ecc.za si è dichiarato molto colpito dai recenti fatti, spesso nascosti, ma esistenti e presenti, che hanno riguardato alcuni paesi della nostra Diocesi, affermando che la Parrocchia di Rizziconi deve essere crocevia, punto di rottura di fronte a tutto ciò che è contro il Vangelo. Per questo è indispensabile  uno stile missionario, realizzabile grazie alle belle presenze che operano in essa. Molte sono le difficoltà sul cammino della verità, ma se Gesù cammino in mezzo a noi, la Chiesa saprà sempre come agire e operare. In questo occorre che la Chiesa imiti Gesù, non tanto sofferente, quanto offerente, per servirsi non della Chiesa, ma per servire la Chiesa. E concludendo la sua omelia, il Vescovo si è augurato che la nostra Chiesa locale, con la guida del nuovo padre e pastore, possa sempre predicare Cristo e Cristo crocifisso perché radicata in lui e sotto la protezione della Madonna, fiducia della vita sacerdotale di don Nino, diventi la Chiesa dei forti,  testimoni fedeli della speranza e della carità cristiana.

    Alla fine della celebrazione un breve saluto del Sindaco di Rizziconi, dott. Pino Di Giorgio che si è detto sicuro che don Nino potrà fare bene a Rizziconi, portando anche l’esperienza del “modello Drosi”, nell’ambito della Caritas e del rapporto con gli immigrati.

     E poi, avendo il tempo incerto impedito la festa in piazza, tutti al centro Famiglia di Nazareth per un gioioso momento di condivisione organizzato dalla Parrocchia per festeggiare il nuovo Parroco a cui tutta la comunità parrocchiale ha espresso gli auguri per un ministero sempre più fecondo e apportatore di ogni bene.

Cecè Caruso


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