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Al Congresso Nazionale Straordinario della FUCI presenti tre studentesse della nostra Diocesi

     Dal 16 al 19 Ottobre c.m. la Federazione Universitari Cattolici Italiani, per tutti la FUCI, si incontra in occasione della Beatificazione di papa Paolo VI, storico assistente nazionale della Federazione. Il Congresso Straordinario si chiuderà proprio in piazza San Pietro alla fine della celebrazione presieduta da Papa Francesco.

     Anche la nostra Diocesi sarà indirettamente presente all’incontro nazionale perchè a prenderne parte saranno Alessandra Amato, Jessica Bagalà e Rossana Russo, tre studentesse originarie di Gioia Tauro e attualmente frequentanti rispettivamente le Università di Roma- Sapienza,  Cosenza e Firenze.

A loro abbiamo chiesto di presentare la loro esperienza FUCI e di spiegare questa bella realtà universitaria.

 

Presentazioni:

     Jessica, 23 anni, studentessa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, frequento l’Università della Calabria in Cosenza. Segretario del Consiglio Centrale FUCI e membro della Commissione Teologica.

     Alessandra, 21 anni, studentessa di Giurisprudenza. frequento l’Università “La Sapienza” in Roma. Presidentessa del gruppo FUCI “Vittorio Bachelet” di Roma.

         Rossana Russo, studentessa in Lettere Antiche, frequento l’Università e il gruppo FUCI di Firenze.

Cos’è la FUCI?

«Partiamo dalla spiegazione dell’acronimo: Federazione Universitaria Cattolica Italiana. È Federazione perché è composta di tanti gruppi che, seppur vivendo nelle diverse regioni italiane, si impegnano a vivere nell’Università, nel territorio e nella Chiesa con il medesimo stile; Universitaria perché il luogo che abitiamo, quello in cui ci formiamo, quello su cui scommettiamo è proprio l’Università; Cattolica perché la FUCI è un “laboratorio” di laicità che mette a servizio della Chiesa il suo carisma: l’incontro fecondo tra lo studio e la fede; infine Italiana perché tutti noi aderenti siamo accomunati dal sentirci cittadini italiani, responsabili di ciò che accade attorno a noi e chiamati a una partecipazione attiva alla vita del Paese»

Per voi cos’è la FUCI?

«È ciò che da “sapore” alla vita universitaria. In FUCI abbiamo imparato a dare un valore diverso allo studio, a pensare all’Università come luogo di maturazione intellettuale e non come un “esamificio”, ad essere in Università quel sale e quella luce di cui parla il Vangelo. La Federazione ci insegna ad amare il sapere e ad utilizzare il metodo della ricerca per giungere alla Sapienza, per trovare la Verità.»

Si può dire che per voi la FUCI è una finestra aperta sul mondo anche oltre l’università?

«Abbiamo scelto di aderire alla FUCI perché, oltre a fornire occasioni di approfondimento e dibattito e a contribuire in modo considerevole alla maturazione culturale, spirituale e politica, essa è  un luogo privilegiato per coltivare sane ed autentiche relazioni, luogo in cui nascono e si consolidano tante amicizie con giovani universitari provenienti da tutta Italia, luogo di fraternità e di conoscenza reciproca. Grazie, infatti, ai numerosi eventi nazionali formativi e culturali – Congressi nazionali, Settimane Teologiche di Camaldoli ed altri appuntamenti –  è possibile conoscere tanti giovani, accomunati dalla stessa condizione di universitari, e confrontarsi con loro. Non possiamo, infine, non “riconoscere che la FUCI ha contribuito alla formazione di intere generazioni di cristiani esemplari, che hanno saputo tradurre nella vita e con la vita il Vangelo, impegnandosi sul piano culturale, civile, sociale ed ecclesiale” (Benedetto XVI), come i beati Pier Giorgio Frassati e Alberto Marvelli, Aldo Moro e Vittorio Bachelet. È altresì doveroso ricordare Papa Paolo VI, assistente ecclesiastico centrale della Fuci nei travagliati anni ‘30, che sarà proclamato beato il prossimo 19 ottobre.»

Grazie per la vostra testimonianza, buon congresso e…Duc in Altum! 


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