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Iniziate le Missioni popolari dei Neocatecumeni in Diocesi

partire dal pomeriggio di domenica 19 aprile sono iniziate a Gioia Tauro e a Palmi le Missioni popolari portate avanti dai fratelli del Cammino Neocatecumenale che li vedranno impegnati per altre quattro domeniche a Palmi in Piazza Amendola e a Gioia Tauro in Piazza dell’Incontro.

La finalità è quella di portare nelle piazze l’annuncio gioioso della Risurrezione di Gesù, invitando all’ascolto le persone che vogliono accostarsi per ascoltare, interrogarsi, porre domande e aprirsi a questo lieto annuncio.

A Gioia Tauro la missione si è potuta realizzare nella Parrocchia Sant’Ippolito Martire grazie all’adesione del Parroco, don Antonio Scordo, il quale ha voluto che le Comunità Neocatecumenali della Diocesi, per l’occasione le Comunità di Delianuova, Palmi, Melicuccà, Oppido, Rizziconi, Melicucco e Serrata, portassero questa ventata di presenza dello Spirito che sempre, ma soprattutto in questo tempo di Pasqua richiama i cuori alla conversione e invita le persone ad accogliere nella loro vita l’annuncio gioioso della Pasqua del Signore che vuole trasformare la nostra vita.

La Missione a Gioia Tauro si è aperta in presenza del nostro vescovo, mons. Francesco Milito che nel Duomo ha benedetto i circa 200 fratelli del Cammino inviandoli all’annuncio missionario del Vangelo e poi si è portato insieme ai presenti in piazza dell’Incontro presiedendo la celebrazione dei Vespri.

Durante la celebrazione un fratello del cammino ha portato la propria esperienza sull’importanza della Pasqua e sulla gioia dell’incontro con il Risorto nelle sua vita e in quella della sua famiglia con parole toccanti che alla luce dei fatti raccontati hanno dimostrato l’importanza della presenza del Signore nella vita di ognuno, presenza attiva, consolante, di un Dio che ama, perdona, illumina e ci guida attraverso la sua Parola e la sua Chiesa.

Un altro fratello del cammino ha poi fatto una Catechesi a partire dalla domanda “Chi è Dio per te” facendo comprendere come il Signore, in una società che predica l’eclissi di Dio nel mondo vivendo come se lui non esista, è presente, vicino, desideroso di incontrare l’uomo, di fare con lui una storia d’amore, proponendogli un cammino di salvezza, così come ha fatto con Abramo, con gli Ebrei durante la loro schiavitù in Egitto, con occhio di predilezione, come ha fatto con la Vergine Maria.

Nel suo breve intervento il Vescovo ha invitato i presenti a poggiare la loro vita sulla Parola del Signore, ascoltandola, accogliendola, perché la sua Parola è luce sul nostro cammino e poi con un’immagine, avendo davanti a sé una grande gru preposta per lavori di costruzione, ha detto di considerare come la gru ci fa pensare a chi la pone in azione per raggiungere i risultati che si vogliono conseguire: così è nella nostra vita con la presenza del Signore che ci conduce, avendo per ognuno un progetto di amore, mai frutto del caso, collocandoci nello stato che più ci è necessario per raggiungere la salvezza e portarla agli altri.

Alla fine della celebrazione i ringraziamenti al Vescovo per la sua vicinanza, che di fronte al dubbio, alla paura, alla difficoltà dell’esporsi, è stata come la presenza del Signore nel Cenacolo che, donando la sua pace agli apostoli, li invia perché nel suo nome vengano “predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati”.

Un carosello di canti e danze dei fratelli del cammino e delle persone che spontaneamente si sono aggiunte ha concluso la serata, mentre altri fratelli erano intenti a fare attività di volantinaggio e a intrattenersi con quanti chiedevano spiegazioni sul senso della loro presenza e sull’esperienza del loro cammino di fede.

 Cecè Caruso


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