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27/Ott/15

Celebrato il ritiro delle religiose residenti in Diocesi

L’USMI è l’unione delle Superiore maggiori d’Italia, è un movimento federativo delle Religiose italiane, istituito nel 1950 per sostenere, animare, formare e studiare i problemi e le aspettative comuni della vita religiosa. A tutt’oggi è un movimento federale operante a livello Regionale e Diocesano, dove su indicazione della segreteria Nazionale o Regionale si propongono percorsi comuni di vita spirituale, comunitaria e apostolica, dentro la realtà pastorale diocesana dove i diversi Istituti Religiosi vivono e operano.  Nella nostra Diocesi l’USMI raccoglie all’incirca140 Religiose, appartenenti a 14 diverse Congregazioni, con 24 comunità sparse sul territorio. Sono presenti anche: un Monastero di clausura, tre Istituti Secolari e due Consacrate laiche.

Annualmente, sostenute e accompagnate dal Vicario Episcopale per la Vita Consacrata P. Carmelo Silvaggio, programmiamo ritiri mensili, spazi di spiritualità e d’incontro che favoriscano una maggior condivisione per una crescita umana, spirituale, religiosa e apostolica.

Il tema che andremo ad approfondire quest’anno, sarà l’Enciclica di Papa Francesco “Laudato Sii” accompagnata dall’aspetto giubilare della “Misericordia”. Crediamo che camminando così in sintonia con la Chiesa, potremo dar nuovo slancio per rivitalizzare il nostro essere Consacrate Religiose dentro la realtà e insieme alle donne e agli uomini con i quali ci sentiamo compagne di viaggio.

Nella nostra prima giornata di ritiro per quest’anno 2015-2016 è venuto a trovarci il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito, il quale ci ha accompagnato con una sua riflessione- provocazione. Ha ben evidenziato, come la Vita Consacrata è nella Chiesa una presenza preziosa e insostituibile. A tal proposito ci ha sollecitate a sentirci parte integrante del cammino formativo che la chiesa stessa propone. Con benevolenza e fortezza paterna ci ha richiamate e invitate ad essere presenti e attive nei percorsi formativi che la Chiesa Diocesana offre, per poter dar ragione e testimoniare “un cristianesimo che lasci trasparire l’umanità di Gesù, quale strumento di salvezza per ogni uomo”, per ogni persona che ci è dato di accostare, di soccorrere, di servire e di amare.


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