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A Gioia Tauro il Vescovo incontra le Forze dell’Ordine per gli auguri natalizi

Nel pomeriggio del 1° dicembre nella Chiesa di San Gaetano Catanoso si è svolto l’incontro del nostro vescovo, mons. Francesco Milito, con le Forze dell’Ordine per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Nell’occasione il vescovo ha celebrato la santa messa e durante l’omelia ha fatto riferimento all’appena iniziato Tempo di Avvento, che per la sua caratteristica di tempo forte dell’anno liturgico richiede una particolare attenzione e un particolare impegno per essere vissuto con grande applicazione.

Riferendosi alla particolarità del lavoro delle Forze dell’ordine, il vescovo ha sottolineato come sia importante tenere in considerazione non soltanto la dimensione orizzontale che ci rapporta agli altri nella nostra quotidianità e nella specificità del nostro lavoro ma soprattutto la dimensione verticale che ci consente di guardare alla realtà umane con lo sguardo del cristiano che deve essere lo stesso sguardo di Dio. Il tempo di Avvento acquista in questo senso un grande significato perché ci ricorda come la nascita di Gesù sia una nascita permanente, nella dimensione della fede, oggi, in questo luogo, in questo anno.

Nel domandarsi come poi Gesù possa essere visibilmente riconosciuto da noi, il vescovo ha richiamato la prima lettura del profeta Isaia, dove di parla del bambino che mette la mano nel covo del serpente velenoso, del lupo che dimora insieme con l’agnello affermando che quando il Signore è presente, l’impossibile diventa possibile e questo grazie a questo “germoglio” divino che porta in sé il germe della grazia e della salvezza per l’uomo.

Proseguendo il vescovo ha fatto riferimento al Vangelo del giorno, in cui il Gesù rende lode al Padre che si è rivelato alle persone più umili, ai piccoli spiritualmente intesi, facendo capire che solo così si può leggere la storia, incrociando l’orizzontale con il verticale, con un atteggiamento di infanzia spirituale che significa purezza interiore, essere attenti al Signore, avere fiducia in Lui. Solo allora si potrà veramente vivere in pace, nel rispetto di Dio, nella fiducia in Lui, perché se ciò non c’è, la vita sarà sempre più difficile. Certo, l’uomo sperimenta sempre dentro di sé, come abbiamo pregato nella colletta, la presenza del male antico, ma se entra in relazione con Dio, piccolo nello spirito, fiducioso, allora in Signore sarà veramente presente e si potrà realizzare la parola profetica della lettura di Isaia dove afferma che “la conoscenza del Signore riempirà la terra. “Come – si è domandato il vescovo –  in un tempo come il nostro? Con il nostro impegno, andando incontro al Signore con volontà aperta e permettendo a Lui di compiere quanto realmente ci rende uomini e donne di tutti i tempi perché contemporanei della vita del Signore”.

L’invito, indicando l’effigie dell’Immacolata presente in chiesa a guardare alla Madonna, in cui il Signore ha voluto creare una realtà senza i danni del peccato originale, a sentire il desiderio di tendere come lei nel nostro impegno quotidiano, nel nostro rapporto di fede, a una vita senza compromessi, chiedendo al Signore nelle nostre preghiere di porci sulla sua stessa linea.

Il vescovo ha poi esortato i presenti a far risuonare sempre in loro la Parola del Signore soprattutto attraverso i fratelli che si incontrano ogni giorno creando un tipo di rapporto come se si incontrasse il Signore. Così facendo, le nostre giornate prendono un altro senso e il tempo che noi viviamo diventa un tempo di grazia, benedetto dal Signore e con questo scoprirsi amati, considerati, aiutati, il mondo diventa più vivibile, più sopportabile e visto sotto una luce diversa.

L’augurio finale del vescovo, di vivere in questa prospettiva con uno sguardo limpido, intessendo rapporti belli, di aiuto reciproco, vivendo il tempo come grazia di Dio, da impostare e impegnare nel modo migliore, e alle famiglie di ognuno di poter sempre sperimentare la presenza dolce e grande del Signore e nello sguardo di Maria l’aiuto sempre vicino.


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