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23/Feb/16

Giubileo dei Devoti di Padre Pio a Palmi

Un evento straordinario quello svoltosi a Palmi con l’arrivo delle reliquie di San Pio da Pietrelcina, al quale hanno partecipato migliaia di fedeli. Un avvenimento rarissimo e che ha coinvolto profondamente le coscienze di coloro che, per assistervi, sono accorsi a Palmi da tutta la Diocesi. Don Silvio Mesiti, parroco Chiesa Concattedrale delle Parrocchia di San Nicola, ha sottolineato la grandezza dell’evento che la Diocesi sta vivendo con l’arrivo delle reliquie di padre Pio, evidenziando come esso costituisca un momento propizio di cui dobbiamo approfittare in quest’anno giubilare per convertirci e rinnovarci perché tutti noi abbiamo bisogno di riconciliazione e di perdono. Don Silvio ha affermato: “In questi giorni si verifica qualcosa di straordinario, l’arrivo delle reliquie di San Pio da Pietrelcina a Palmi. Ciò è avvenuto per volere del nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito e mio, in linea con quanto fatto da papa Francesco, che ha desiderato avere le spoglie del Santo di Pietrelcina a Roma”.

Le reliquie sono arrivate nella nostra Diocesi accompagnate da Padre Emidio Cappabianca e Padre Riccardo Fabiano, Cappuccini che hanno conosciuto da vicino Padre Pio quale loro padre spirituale nel tempi della loro formazione. Il Direttore dell’Associazione Amici di Padre Pio, Giovanni Mozzillo, ha portato in forma riservata, nel tardo pomeriggio di mercoledì, le reliquie di S. Pio da Pietrelcina, un pezzo di guanto che ha coperto le stigmate della mano del santo negli anni 60, e alcune croste della mano conservate in un’urna apposita. Ad accoglierle, con grande devozione, don Silvio Mesiti, i componenti del Consiglio direttivo con le rispettive famiglie, coordinati da Mario Lombardo, Mimmo Carone e Nino Mazzuca. Presenti anche i componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale della Parrocchia S. Nicola ed i rappresentanti di tutti i gruppi parrocchiali e di volontariato che operano da anni al servizio di anziani, disabili e di tutte le categorie bisognose del territorio.

Si è poi vissuto un momento significativo presso la Casa circondariale di Palmi, dove le reliquie sono rimaste esposte per tutta la giornata alla devozione degli operatori penitenziari e dei detenuti di tutte le sezioni della casa. Dopo un breve saluto nella sala convegni del Centro, dove Emidio e padre Riccardo hanno guidato un momento di riflessione e di preghiera, tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di venerare direttamente le sacre reliquie esposte solennemente nella cappella, chiedendo al Signore, per intercessione di Padre Pio, la grazia della riconciliazione, valore che ha ispirato la realizzazione del Centro Presenza che accoglie tutti coloro che, in qualunque modo lo frequentano per pregare e vivere momenti di silenzio, di preghiera e di studio, nel contesto della natura incontaminata tra i monti dell’Aspromonte ed il mare dello Stretto.  

Alla fine della preghiera tutti i rappresentanti dei gruppi di volontariato e dei gruppi parrocchiali, hanno vissuto un significativo momento di condivisione e di amicizia con un pranzo offerto dall’Associazione Presenza, al quale, oltre agli amici di Padre Pio, hanno partecipato anche i rappresentanti delle forze pubbliche, per la Guardia di Finanza il Cap. Pancrazio Buzzo, per la Polizia di Stato il dirigente del commissariato di PS. di Palmi Dott. Francesco Muraca, per la Stazione e la Compagnia dei Carabinieri di Palmi il Luogotente Giovanni Calabria, per la Protezione Civile Luciano Franco, per la Stazione dei Carabinieri di Seminara il Mar. Giovanni Di Stefano insieme a tutti i suoi collaboratori operanti nel comune di Seminara. Nel pomeriggio seguente, sono state proprio le Forze dell’Ordine a scortare con i loro mezzi le reliquie del Santo nel viaggio verso la  Chiesa Concattedrale, dove sono state accolte dal Sindaco della Città, Dott. Giovanni Barone, da don Silvio Mesiti e da tutti i parroci e sacerdoti della città: don Emanuele Leuzzi, don Pasquale Pentimalli, Padre Giorgio Tassone, don Vittorio Castagna, Padre Carmelo Silvaggio, don Giuseppe Saccà e don Marco Larosa.


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