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12/Feb/17

Il Vescovo celebra la Liturgia della Parola all’Ospedale di Taurianova nella Giornata del Malato

Il Vescovo ha vissuto la Celebrazione della Giornata Mondiale del Malato, organizzata dall’Ufficio di Pastorale della Salute, in due luoghi simbolo dell’11 Febbraio: l’Ospedale e il Santuario della Madonna di Lourdes. Non un semplice gesto simbolico, però, ma una presenza voluta ed evangelizzatrice della malattia.

Nella mattinata di sabato presso l’Ospedale di Taurianova il Vescovo ha celebrato la Liturgia della Parola nel reparto di Dialisi alla presenza di numerosi pazienti e familiari, volontari e personale sanitario.

Ha accolto il Vescovo il saluto e il ringraziamento di don Cesare De Leo, cappellano degli ospedali della Piana di Gioia Tauro. Ha fatto seguito il racconto dell’esperienza vissuta come cappellano fino a circa sei anni fa di don Alfonso Franco, in cui ha ricordato la presenza delle suore che, anche di notte, si avvicinavano ai degenti nei reparti donando una parola di consolazione e di supporto nel dolore. «La presenza del Vescovo qui, nell’Ospedale che è stato punto di riferimento in passato per una vasta area del Meridione – ha detto don Franco – significa una presenza importante che ci aiuta a rivalorizzare la sofferenza e a fare qualcosa di più per i sofferenti».

Anche il direttore sanitario, dott. Pietro Ingegnere ha voluto porgere i ringraziamenti e i saluti a nome proprio e di tutto il personale della struttura, evidenziandone, poi, le difficoltà: «La dialisi è un rapprto simbiotico con una macchina per il paziente, un rene artificiale che permette la vita. Dopo un periodo di terapia conservativa con diete specifiche, gli ammalati passano alla macchina che diventa per loro una compagna di vita. Settimanalmente serviamo 50 ammalati nonostante la carenza di personale. Gli infermieri e i medici continuano ad adoperarsi oltre le loro forze per garantire un sollievo per chi si accosta alla dialisi come terapia vitale. Ma certamente, se non viene implementato il numero del personale, questi pazienti dovranno emigrare, fare centinaia di Km per potersi salvare. Oggi è giusto ricordare tutti gli ammalati e dare loro la nostra solidarietà».

Infine, il primario del reparto di Nefrologia e Dialisi di Palmi, dott. Vincenzo Rondanini, nel rimarcare l’umanità dei medici e degli infermieri che si impegnano nella cura dei pazienti, ha annunciato «l’avvio di un progetto in fase di proposta presso gli organismi competenti di svolgere, da parte del personale, un terzo turno non retribuito straordinariamente, che consentirebbe ulteriori 25 pazienti su Taurianova ed altri 25 su Palmi cosicchè da aumentare quasi del doppio la possibilità di utenza per i soggetti in terapia di dialisi». I medici del reparto svolgono già un servizio di prevenzione nelle scuole del territorio in cui spesso individuano casi da tenere sotto controllo tra i bambini. «Un’attività preventiva – ha ribadito il dott. Rondanini – che si sta rivelando prezioso soprattutto dopo l’abolizione delle visite di leva».

Successivamente, il Vescovo ha ringraziato dell’invit e della presenza, assicurando il suo sostegno e soprattutto «l’impegno a frsi voce presso il Commissario della situazione della sanità della Piana».

E nel pensiero omiletico, mons. Milito ha collegato la visita di Maria ad Elisabetto come colei che, nonostante la condizione precaria della gravidanza, si mette al servizio di chi sta peggio, nel suo caso della cugina Elisabetta che si apprestava a vivere i mesi più duri del parto. Così come i volontari operano presso l’area del Santuario di Lourdes. «Maria, umile ancella, riesce a compiere cose grandi perchè l’Onnipotente è riuscito attraverso di Lei a far sentire la Sua presenza ad altri bisognosi». E anch’egli riconrdando la presenza delle suore negli ospedali, ha affermato: «Da quando negli ospedali la carità, che aveva volti e nomi precisi, è stata minata e messa fuori gioco per conti politici e calcoli economici, ci si rende conto che l’altro lo servi solo se lo guardi con la luce di Dio, e se sei illuminato da Dio. Cos’è l’attenzione dei medici verso i pazienti? Cos’è l’opera degli infermieri nonostante la stanchezza? Il bene alla lunga stanca se non è fatto con carità, cioè con quell’attenzione che ha avuto Gesù».

E invitando a non tacere di fronte alle mancanze della politica ha ribadito come «Maria non usa toni mielosi, ma dice con termini fermi che Dio ha spodestato i sovrani, ha buttato a terra i potenti. Oggi anche noi siamo invitati ad alzare la voce, le voci che si alzano per i diritti devono essere potenziate! Quando al posto dell’uomo si mettono i numeri, non è il calcolo in sè l’errore, ma il comportamento non virtuoso di chi sta benissimo nei confronti di chi sta malissimo! É falso che oggi non si può uscire dalla crisi, dalle ingiustizie mondiali. Chi opera nelle strutture deve adoperarsi per il cambiamento».

Nel pomeriggio il Vescovo ha poi presieduto la concelebrazione Eucaristica presso il Santuario della Madonna di Lourdes in Molochio, nel quale ha espresso il suo incoraggiamento al servizio, perchè Maria ci viene incontro nei momenti di difficoltà. Ed è nella sofferenza che il Signore compie un’opera di Rivelazione alla nostra vita. «C’è una specie di travaso meraviglioso perché Maria si comprende sempre alla luce di Cristo e Cristo che ci fa comprendere chi veramente è. Siamo alla terza domenica nella quale il discorso di Gesù dalla montagna sta ancora continuando ed è il manifesto che Egli stende dinanzi ai suoi seguaci perché possano comprendere in che cosa consiste la novità del regno che è arrivato e fino a domenica prossima questo grande manifesto della vita cristiana si dispiega ordinatamente perché dica a tutti una grande verità: il signore Gesù viene a dire una parola nuova che perfeziona l’antica e tutti siamo chiamati ad incarnarla. Per ogni articolo della legge che Gesù prende in considerazione Gesù con le parole ‘ma io vi dico’ ci invita a fare un passo in avanti. La Parola di Dio resta in eterno e si pone in piena libertà di fronte all’uomo. A fondamento di Dio c’è l’amore, a fondamento dell’uomo che segue Dio c’è l’amore. Quando c’è l’amore le regole non esistono! Perché l’amore vero va oltre il semplice pareggio di conti e di regole. Se si è capaci dell’amore di Dio si è capaci dell’amore permanente.

Siamo attenti alla Parola? A percepirne tutti i possibili inviti alla nostra vita? Il messaggio della giornata mondiale si sofferma su una duplice dimensione: Dio Onnipotente fa di Maria, umile e piccola ancella, cose grandiose. Ed è sempre così, quando il Signore trova in noi disponibilità piena. Ed è l’esempio di Bernadette, una fanciulla malandata in salute, in una famiglia in cui le condizioni economiche non erano floride, con un papà che avrebbe conosciuto il carcere, una fanciulla per la quale la famiglia era stata una scuola per l’amore di Dio e l’amore del prossimo. E Maria a questa fanciulla ne rivela il messaggio che ancora oggi a Lourdes e nel mondo risuona».

Poi l’invito all’essere ‘al servizio’ come Maria:
«Essere devoti di Lourdes significa mettersi alla scuola di Maria sull’esempio di Bernadette. La Chiesa ha annesso la giornata del malato perché Bernadette la sua vita l’ha vissuta soprattutto da malata. Bernadette vive la sua consacrazione da malata. Diviene infermiera malata e poi ricoverata. Bernadette attua la rivelazione fatta a Lei da Maria: ‘Non in questa vita ti farò contenta ma nell’altra perché tu ciò che soffrirai offri per tutti’.Un po’ Bernadette siamo tutti noi perché il male e le infermità toccano anche noi. Però sta qui la rivoluzione della Parola e l’esempio dei Santi: il Signore ci parla attraverso la Parola, ci parla negli eventi, e ci parla anche nei mali fisici che attraversano la nostra vita.L’esperienza del dolore che attraversa la nostra vita è occasione per chiedere al Signore ‘Quale messaggio tu dai a me? Questa situazione che cosa significa?’ Noi sappiamo che il Signore ci parla e ci avvicina attraverso la malattia. Quanti indifferenti alla fede, che magari l’avevano abbandonata, l’hanno ripresa e ritrovata attraverso questa prova forte, capendo che, di fronte al limite dell’esistenza, alla fugacità dell’esistenza, alla debolezza umana chi resta è soltanto Lui. Se ci sforziamo di vivere da discepoli del Signore, da amanti di Maria ognuno di noi diventa ‘grotta’, diventa luogo dove è possibile vedere la presenza di Dio».

Ed infine ha denunciato la difficoltà delle famiglie nell’affrontare il periodo della malattia: «Sappiamo bene quanto è difficile e pesante poter accudire, non una malattia passeggera, ma una malattia cronica, forse inguaribile, forse terminale e sappiamo come la famiglia è completamente rivoluzionata da questi eventi, c’è l’incertezza del futuro, la difficoltà del presente, poi il peso di non poter affrontare le spese per le medicine, se è vero che in Italia tanti fanno tanto fatica su questo perché mancano i soldi necessari. Quanti dubbi, quante sofferenze per la mancanza di un’adeguata assistenza sanitaria stando soltanto a pareggi di bilancio e a posti letto da lasciare liberi perché dopo altri ci sono altri ancora. Il cristiano le soffre queste cose, le vive e le trasfigura, in quello che è l’atteggiamento permanete di disponibilità verso gli altri come Bernadette che si fa infermiera nei confronti degli ultimi».


Allegati:

Apertura Causa Beatificazione di P. Ludovico Polat

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