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Si apre la prima delle due giornate dell’Assemblea diocesana di Oppido Mamertina-Palmi, nel cuore del 1° Sinodo diocesano.

“Chiesa che nasci dalla Croce, dal fianco aperto del Signore”, con le parole del brano del compositore Frisina inizia il momento di preghiera, che introduce in maniera molto forte alla prima delle due giornate dell’Assemblea diocesana di Oppido Mamertina-Palmi, nel cuore del 1° Sinodo diocesano “Camminare nella verità”, presso l’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi.

L’Assemblea, che collima con la IX e X sessione del Sinodo diocesano, vede la partecipazione di tutti i 156 membri sinodali e di tutti i sacerdoti e i diaconi della diocesi, In mentre in ottemperanza alla normativa anti Covid circa la presenza in luoghi chiusi, la comunità diocesana è stata invitata a seguire i lavori dell’Assemblea via streaming, attraverso i canali dei Media diocesani.

In apertura dei lavori, giovedì 23 settembre, l’introduzione del Vescovo Milito “Camminare nella verità: cioè?”, ha accompagnato sacerdoti, diaconi, religiosi e laici di tutte le parrocchie (muniti di Green Pass) convocati dal Vescovo, nel vivo dei lavori.

Per mons. Milito il Sinodo andrà a consegnare l’“inverare il cammino “già e non ancora” della nostra Chiesa, alla luce della Parola. Questa certezza prima è anche l’ultima «La verità è fondamento della tua parola, ogni tuo gesto, giudizio dura in eterno» (Sal 119, 160) e «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119, 105). Dunque alla Parola dobbiamo rivolgerci per avere il senso esatto del «cioè» del nostro sinodare”.

“Camminare nella veritàsottolinea mons. Milito significa anzitutto: dalla meta imparare i percorsi precisi da seguire e i ritmi da mantenere. Perdere l’intreccio di tali legami equivale ad essere, se non errabondi in serie difficoltà per capire verso dove si va e perché vi si va. «Camminare nella verità: cioè?» deporre visioni riduttive, eliminare accidie spirituali e comportamentali, smetterla di cercare scusanti addebitando ad altri responsabilità che non gli appartengono – afferma il vescovo, Francesco MilitoÈ il nostro tempo che dobbiamo capire, leggere il nostro territorio con luce superiore, con occhi aperti e sguardo in avanti. Ritrovare l’unità dell’azione partendo dall’unità collaborativa. Ricordarsi che il sinodare – prosegue il vescovo Milito non è una piacevole inedita temporanea passeggiata, ma l’esercizio della sacramentalità ecclesiale. La verità è fatica pensante, pesante e orante. Il sensus fidei è tra le chiavi di volta della corresponsabilità per vivere in pieno la Chiesa qui ed ora, ma rivolti al futuro. Su questo saremo edotti dal Card. Grech, che nuovamente ringrazio per il privilegiato servizio in mezzo a noi e per noi.

L’importanza di questa seconda Assemblea è infatti data dalla presenza speciale del Cardinale Mario Grech, nella sua qualità di Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. La sua riflessione sul tema “Il sensus fidei: una sfida pastorale per la Chiesa contemporanea” si pone di particolare interesse in quanto esamina il nodo centrale dell’esperienza sinodale, anche in vista del cammino sinodale che attende tutta la chiesa italiana a partire da quest’anno pastorale fino al Giubileo del 2025.


La conoscenza della verità, massima attenzione sull’intero Popolo di Dio e avanti “con serietà e rigorosità” nel cammino sinodale, questi i punti centrali dell’intervento del cardinale Mario Grech, un segretario generale del Sinodo che ricorda molto Francesco nel suo parlare chiaro ai membri sinodali riuniti in Assemblea generale che collima con la IX sessione del 1° Sinodo diocesano, cambia infatti la location dell’assise del Sinodo, che si sposta all’Auditorium diocesano.
Le sottolineature del cardinale nel suo intervento prima e nelle risposte alle domande dei membri sinodali poi, vanno nel senso di quanto affermato di recente anche da Papa Francesco sul cammino sinodale. «Per noi credenti la verità si trova non solo nella Parola di Dio e nel magistero della Chiesa ma anche nel seno del popolo di Dio». Così dunque, ha spiegato il cardinale Grech, «la conoscenza della verità rivelata non è un appannaggio esclusivo di quanti appartengono alla gerarchia ecclesiastica per mezzo del ministero ordinato. In virtù di questa “connaturalità” con i misteri divini, resa possibile dallo Spirito Santo elargito dal battesimo e dalla confermazione, tutti i cristiani concorrono ad approfondire la conoscenza del mistero di Cristo e della sua volontà salvifica».
Il cardinale ha espresso anche la sua soddisfazione per il cammino del Sinodo diocesano nella Chiesa particolare di Oppido Mamertina – Palmi e ha ricordato che «tra il Popolo di Dio e i suoi pastori esiste una profonda circolarità. Ai pastori si chiede – ha proseguito – di mettersi in ascolto attento e sincero del Popolo di Dio, un Popolo dai mille volti: fatto di vescovi, presbiteri, diaconi, laici e laiche, consacrati e consacrate, ricchi e poveri, dotti e ignoranti, santi e peccatori. In una Chiesa dell’ascolto, sensus fidei e magistero si sostengono reciprocamente, non si giustappongono come compartimenti stagni ma sono l’un l’altro in rapporto di mutua interiorità». La sottolineatura finale è per la serietà e rigorosità la prima fase del cammino sinodale. «Non ci sarebbe cammino sinodale senza questo primo momento fondante e la sinodalità rimanda al popolo di Dio come soggetto suo proprio».
Al suo arrivo mercoledì sera il cardinale Grech era stato accolto, oltre che dal vescovo Milito e dal vicario generale Varrà, che ha moderato l’Assemblea, da diversi sacerdoti e direttori degli uffici diocesani che si sono fermati con lui a cena, mentre giovedì mattina il porporato ha voluto visitare il quartiere Ciambra di Gioia Tauro definendo quella visita “un dono”. L’Assemblea proseguirà fino ad oggi venerdì 24 settembre con la X sessione del Sinodo.

Ufficio Comunicazioni Sociali

 


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