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12/Ago/22

La Settimana Teologica della FUCI – “Vidi la città… scendere dal cielo. Teologia e pastorale nell’epoca della secolarità: come parlare di Dio oggi”

Al giungere del mese di agosto ogni anno noi Fucini siamo chiamati a partecipare alla Settimana Teologica di Camaldoli, in provincia di Arezzo, e anche quest’anno dal 31 luglio al 6 agosto la nostra Diocesi è stata felicemente presente potendo così raccontare in prima persona quest’esperienza. Sono Maria Cristina e Camaldoli è stato il primo evento a cui ho partecipato come Fucina e insieme a me ha partecipato anche Carmelo Gallo, entrambi accompagnati dal nostro Assistente Don Antonio Nicolaci, che con devozione e amore ci guida in questo nostro percorso universitario.

Cos’è la Settimana Teologica? È un momento di incontro, di unione tra giovani e non, un luogo e un momento in cui noi Fucini possiamo raccontare le nostre idee, crescere in diversi ambiti e confrontarci anche con chi non è credente. Sì, perché la FUCI fa anche questo: raccogliere e, soprattutto, accogliere la diversità per poterla valorizzare! Noi tutti ci mettiamo in ascolto di Relatori che a loro volta sono pronti ad ascoltarci con interesse per tenere in considerazione quali sono i nostri bisogni sia pastorali sia della nostra comunità. Ecco, quest’ultima parola è la chiave che racchiude il significato profondo di essere FUCI!!! Siamo tutti chiamati ad accogliere l’altro stando in ascolto. Solo così possiamo capire chi ci sta di fronte, conoscerlo nella sua “diversità”.

Mons. Ignazio Sanna, Arcivescovo emerito di Oristano e Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, ci ha accompagnati per i primi giorni, mettendo in luce il nuovo modello teologico di Papa Francesco che “consiste nel considerare come luogo teologico imprescindibile la storia delle singole persone e della comunità civile e religiosa”. Si tratta di invertire il paradigma classico, che procede dal testo al contesto, dalla Parola alla storia per passare ad un paradigma nuovo, che muove dal contesto al testo, ovvero dalla concretezza della vita alla sua lettura in chiave teologica.

Ad accompagnarci negli ultimi giorni è stato poi Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Milano, che ci ha aiutati ad indagare quale impegno di evangelizzazione ci è richiesto per essere Chiesa cittadina, immersa nella società e capace di stare nelle sue ferite offrendo quella direzione di senso che anima la speranza, Fondamento del nostro impegno missionario.

Si è così conclusa una settimana che ogni anno unisce persone di ogni parte d’Italia alla scoperta di nuovi orizzonti, una settimana importante nel nostro cammino universitario perché ci ha fatto capire che come cristiani non possiamo rinunciare a spenderci per il bene delle nostre città e a scoprire in esse un luogo teologico in cui incontrare Dio oltre le mura delle nostre chiese, nei contesti e nelle relazioni della nostra quotidianità.

Ci resterà vivo il ricordo di questi giorni intensi in cui abbiamo potuto ascoltare i Monaci, stare al passo con loro incastrando i nostri laboratori con gli impegni monasteriali, quali le lodi mattutine e, stando nella tranquillità che la natura può trasmetterci, immergendoci in questi luoghi pieni di spiritualità che aiutano nella riflessione personale senza però sentirci esclusi.

Maria Cristina Monea

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